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Sui passi dolomitici solo con prenotazione. Failoni: ''No alle chiusure ma lavorare a una migliore vivibilità ed esperienza dei turisti sulle montagne''

Negli scorsi giorni è stato raggiunto un accordo tra Trento, Bolzano, Belluno e Veneto per regolamentare l’accesso ai passi dolomitici. I ministri per le Infrastrutture e la Digitalizzazione hanno confermato l'interesse e la possibilità di attingere al Pnrr. L'assessore Failoni: "No a chiusure quanto la volontà di orientare i flussi di traffico e di gestire la mobilità. Il progetto a regime entro il 2026"

Di Luca Andreazza - 03 agosto 2022 - 09:39

TRENTO. "E' stato presentato un piano di mobilità sostenibile sulle Dolomiti. L'intenzione non è quella di chiudere i passi ma di regolare il flusso attraverso sistemi avanzati". A dirlo l'assessore Roberto Failoni nel commentare l'accordo raggiunto tra la Provincia di Trento, quella di Bolzano, di Belluno e la Regione Veneto con i ministeri competenti a Roma. "Si punta su servizi integrati per gestire il traffico con sistemi digitali e modelli innovativi con l'obiettivo di mantenere la vivibilità dei residenti e di garantire un'esperienza positiva ai turisti".

 

Già da quest’estate si gettano le basi giuridiche per contingentare in qualche misura gli accessi ai passi dolomitici. E il piano è stato visto con favore dall'esecutivo uscente a Roma con i ministri Vincenzo Colao e Massimo Garavaglia (Qui articolo). "Gli obiettivi sono il rispetto dell'ambiente - aggiunge Failoni - il miglioramento della qualità di vita dei residenti e dell'esperienza dei turisti. Abbiamo trovato una condivisione in questo senso e anche i ministeri hanno trovato questo progetto interessante". 

 

E l'intenzione è quella di attingere alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. "E' ancora prematuro parlare di risorse - prosegue l'assessore - anche se sono necessari diversi milioni, e di tempistiche ma il progetto deve essere concluso entro il 2026. Adesso si deve predisporre un piano strutturato e si lavora per sviluppare una condivisione tra le amministrazioni, gli stakeholder e i vari attori che vivono la montagna.  

 

Il monitoraggio del traffico sui passi, in corso da oltre un anno, evidenzia che ogni 10 mezzi che salgono o scendono, 30 veicoli sono di lavoratori pendolari da una valle all’altra o relativi alle attività commerciali, 70 vetture appartengono invece ai turisti. Molti di questi non sono stanziali, ma di transito giornaliero, quindi con ricadute economiche marginali sul territorio.

 

Un’importante base per il colloquio tra l’assessore provinciale alla Mobilità e i ministri è stata l’esperienza del Piano Braies, a partire dal potenziamento della mobilità sostenibile, passando per il sistema di prenotazione di parcheggi, biglietti degli autobus e ristoranti introdotto l’anno scorso, fino al sistema di accesso digitalizzato adottato poche settimane fa.

 

Si pensa alle prenotazioni, un modello che dovrebbe essere esteso a passo Pordoi, Campolongo, Gardena e Sella. Poi altre aree di afflusso intenso potrebbero rientrare nel progetto. "Ma non ci sono chiusure - continua Failoni - quanto la volontà di orientare i flussi di traffico e di gestire la mobilità per ottenere un miglioramento significativo dell'esperienza: un sistema di guida ai parcheggi, di potenziamento del trasporto pubblico e delle infrastrutture tra ciclabili e il posizionamento di colonnine per ricaricare i mezzi elettrici".

 

Insomma, i passi non chiuderanno per chi lavora in quota, per i pendolari tra le valli, per il trasporto commerciale o di servizio, per i turisti che alloggiano sui passi stessi o che hanno prenotato un ristorante. Per tutti gli altri ci sarà l’opportunità di prenotare i parcheggi fino a esaurimento posti; altrimenti si aspetta in valle e si sale con le navette o con gli impianti di risalita.

 

Trasporti verso l'impatto zero, impianti elettrici e digitalizzazione, questa la ricetta di sviluppo delle montagne. "Ci sono già tante zone in Trentino a traffico limitato, penso a Malga Ritorto, il lago di Tovel oppure la val di Genova. Zone in cui si arriva solo a piedi o con i bus. Questi meccanismi possono essere utilizzati per altre aree sensibili e può essere un modello pionieristico di fruizione del nostro ambiente in modo sostenibile. I ministri hanno annunciato che presto sarà indetta una gara d'appalto per il finanziamento dei sistemi. Non vogliamo, però, prendere decisioni affrettate ma dobbiamo evitare che alcune località si trasformino in autodromi", conclude Failoni.

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