Contenuto sponsorizzato

Scuola, Bisesti: ''A settembre in aula senza mascherina". Abbassato il numero massimo studenti/classe negli Istituti di formazione professionale

L'assessore Mirko Bisesti: "Le direttive nazionali che trattano le regole per fronteggiare l'epidemia hanno un forte peso naturalmente ma c'è la volontà di ritornare in classe senza mascherina". Sul contratto: ''Trattativa in dirittura d'arrivo". Sulle assunzioni: "C'è carenza di personale ma questo vale ovunque: ci si attiva con i concorsi"

Di Luca Andreazza - 05 agosto 2022 - 07:21

TRENTO. "La volontà è quella di far iniziare la scuola senza la mascherina in classe". A dirlo l'assessore Mirko Bisesti. "L'intenzione è di avviare l'anno scolastico con un segnale di ulteriore ritorno alla normalità. Questo fermo restando l'evoluzione epidemiologica e le indicazioni che potrebbero essere adottate a livello nazionale e che lasciano pochi margini di manovra all'autonomia".

 

Il quadro epidemiologico è peggiorato con un contagio in risalita in questa fase estiva. Un andamento che si riflette anche sulle ospedalizzazioni, seppur sotto controllo e sotto le soglie d'allerta, i numeri dei pazienti ricoverati sono aumentati. La somministrazione delle quarte dosi di vaccino sono praticamente ferme e questo preoccupa le autorità sanitarie. Intanto ci si prepara anche al ritorno in classe degli studenti.

 

"Purtroppo il Covid ha fortemente condizioni gli ultimi 3 anni - dice Bisesti - la scelta politica è stata quella di voler garantire il più possibile le lezioni in presenza. Gli investimenti in questo senso sono stati riconosciuti. Un percorso non semplice per i continui cambiamenti delle normative e delle regole, ma i grandi sforzi e la tanta fatica dei dirigenti, dei docenti e del personale Ata hanno permesso alla scuola di reggere nonostante le difficoltà. Ora ci prepariamo a un altro step verso la normalità".

 

La speranza è quella di abbandonare le mascherine in classe. "Le direttivi nazionali - evidenzia Bisesti - che trattano le regole per fronteggiare l'epidemia hanno un forte peso naturalmente ma c'è questa volontà. Abbiamo ritenuto sbagliata l'indicazione di mantenere i dispositivi durante le lezioni quando praticamente ovunque è stato tolto questo obbligo. Se non altro si sono potuti svolgere le sessioni degli esami di maturità nella normalità". 

 

Si prevede comunque di far partire l'anno scolastico con gli organici rafforzati. "Sono previste alcune professionalità in più, le risorse nel piano straordinario sono state previste a suo tempo. Speriamo di non dover utilizzare questo fondo ma siamo pronti per ogni evenienza. L'attivazione di questo meccanismo può avvenire con grande velocità e tempestività". 

 

Il limite delle classi dovrebbe essere confermato a 25 alunni che scende a 23 se c'è qualche alunno Bes. La novità delle ultime ore riguarda gli Istituti professionali. "Si scende da 30 a 25 studenti come limite massimo. Una decisione importante per avere finalmente uniformità su tutto il territorio provinciale. Nonostante il periodo non semplice sul fronte delle risorse, abbiamo fortemente voluto investire in questo senso. E' un modo anche alzare la qualità dell'offerta. Crediamo che questa sia la giusta direzione". 

 

A inizio anno c'è stata poi l'aggressione militare della Russia in Ucraina. E il sistema di accoglienza si è messo in moto per far fronte anche a questa emergenza. C'è stato naturalmente anche uno sforzo da parte degli istituti.

 

 Nel corso di questi ultimi mesi alcuni alunni si sono collegati a distanza con il Paese d'origine, altri hanno frequentato le classi trentine e diversi studenti sono rientrati sul suolo ucraino. Oggi, sul fronte dell'inserimento e dell’integrazione scolastica, sono in totale 271 le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2022/2023 previste per gli studenti ucraini arrivati da marzo 2022 in Trentino (nello specifico, 152 iscritti alla primaria, 81 alle scuole medie, 31 alle superiori, 7 alla formazione professionale). 

 

"La gestione - aggiunge Bisesti - avviene in sinergia con le Comunità di valle e le risorse vengono stanziate ad hoc in base a necessità puntuali. Ci siamo attivati fin da subito e la situazione è monitorata. Non sono state rilevate criticità nella seconda parte dell'anno scolastico scorso e oggi i numeri sono assolutamente gestibili".

 

Negli scorsi giorni il sindacato ha espresso la necessità di imprimere un'accelerazione sulla riqualificazione degli edifici scolastici. "Ci sono stati dei passi in avanti importanti sugli immobili, come a Cles oppure con il Pertini, il bando in quest'ultimo caso è stato sbloccato dopo tanti anni. Il Dipartimento istruzione collabora con i tecnici per cercare di accelerare ma gli iter richiedono tempo".

 

E' un periodo di assunzioni. I concorsi ordinari (indetti a livello nazionale) per la scuola secondaria di primo e di secondo livello non risolvono i problemi ma consentono di dare qualche risposta al fabbisogno di insegnanti. Le procedure si sono bloccate per una quarantina di cattedre tra matematica alle superiori e italianostoria e geografia alle medie.

 

Ci sono stati alcuni ricorsi e alcuni quiz sono risultati sbagliati, così il ministero ha ammesso gli errori e ha fermato tutto; il Trentino non ha potuto fare altro che adeguarsi (Qui articolo): c'è da recuperare e aggiornare i risultati degli scritti, recuperare eventuali esami orali e ricalcolare le graduatorie. I tempi si annunciano molto lunghi con personale, anche precario, costretto a rimandare la firma del contratto indeterminato.

 

"Mi sono confrontato con i dirigenti e con il Dipartimento - continua Bisesti - non dovrebbero esserci grosse ripercussioni sulle graduatorie elaborate a livello provinciale. Certo, dispiace di un'attesa che si prolunga ma nonostante l'autonomia del Trentino in questo caso il governo provinciale non può intervenire direttamente".

 

Un altro nodo, evidenziato dai sindacati, è legato al Dipartimento. E' considerato, infatti, sotto-organico e, nonostante gli sforzi del personale non si riesce a imprimere accelerazioni sulle assunzioni e sugli accordi per coprire le centinaia di cattedre vacanti a tempo determinato. "C'è un oggettivo problema di carenza di personale nel comparto pubblico a livello generale", continua l'assessore. "Un rafforzamento sarebbe necessario e ci si attiva con nuovi concorsi ma non è una situazione semplice da risolvere". 

 

C'è poi il rinnovo del contratto che riguarda il personale Ata, gli assistenti educatori, l'infanzia e la formazione professionale (il contratto di settore invece è materia statale e la caduta del governo Draghi crea più di qualche incertezza sui tempi di accordo). "Qui in Trentino per quanto di competenza siamo in dirittura d'arrivo. Ci sono ancora alcuni aspetti da approfondire e portati all'attenzione dai sindacati. Situazioni che meritano attenzione ma sono ostacoli superabili: la trattativa dovrebbe concludersi nel giro di pochi mesi. Come annunciato nei mesi scorsi, ci sono 100 milioni all'anno a bilancio per tutto il pubblico impiego", conclude Bisesti.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 13 agosto 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
18 agosto - 19:42
Nel cimitero militare austro-ungarico sono presenti circa 870 tombe di sodati caduti durante la prima e la seconda Guerra mondiale: in questo luogo [...]
Cronaca
18 agosto - 18:29
Quest’anno all’istituto alberghiero di Levico Terme l’informatica è stata assegnata alla docente di religione. Il dirigente Samaden: “Alla [...]
Montagna
18 agosto - 19:35
Era nata l'ipotesi di correre la Pedavena - Croce d'Aune senza i 3 chilometri finali dentro il Parco Dolomiti Bellunesi ma gli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato