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Politiche, Futura ritira il simbolo dall'alleanza di centro sinistra: "Scelta sofferta ma questa è un'alleanza puramente elettorale"

Dopo diversi tavoli di confronto Futura in conferenza stampa annuncia ufficialmente che non apporrà il proprio simbolo nella coalizione territoriale per il Senato: "Doveva essere un percorso per un progetto politico serio, in vista delle prossime elezioni provinciali del 2023. Ma questa non è un'alleanza programmatica, ma puramente elettorale"

Di Francesca Cristoforetti - 19 agosto 2022 - 13:28

TRENTO. "Non aggiungeremo il nostro simbolo in questa alleanza territoriale, ma sosterremo comunque i candidati di Centro sinistra in cui crediamo. Saremo presenti in questa campagna elettorale ma non all'interno della coalizione". Parla così la direzione di Futura 2018 oggi (19 agosto) in conferenza stampa, che dopo diversi tavoli di confronto portati avanti nell'ultimo periodo con i possibili alleati, decide di ritirare il suo simbolo dall'accordo di coalizione territoriale per il Senato.

 

"E' stata una scelta molto sofferta e difficile ma per noi doveva essere un percorso per un progetto politico serio, in vista delle prossime elezioni provinciali nel 2023. Ma questa non è un'alleanza programmatica, ma puramente elettorale".

 

I primi sentori di questa "rottura" già erano arrivati gli scorsi giorni, quando in una nota Futura aveva richiamato all'ordine i possibili alleati, con un appello che poteva suonare come una sorta di ultimatum: il simbolo sarebbe stato messo a disposizione a patto che si fosse costruito "un progetto politico serio" che avesse risposto "ai bisogni dei cittadini" (Qui l'articolo).

 

 "Non ci vogliamo nascondere a livello nazionale, sosterremo il Centro sinistra - sostiene il presidente Nicola Serra - sono state delle giornate intense, abbiamo seguito il quadro nazionale: Futura non rompe, lascia l'alleanza, ma sosterrà i candidati che potranno rappresentare al meglio il territorio. Ci siamo sempre stati al tavolo di confronto per costruire un'alternativa seria. Il 'ricatto' però che è stato portato avanti ci ha fatto prendere la decisione di metterci a lato delle forze di Centro sinistra e non all'interno dell'alleanza che così non può funzionare per noi".

 

A differenza di Italia Viva e Azione infatti, sostiene il consigliere provinciale Paolo Zanella, "non abbiamo mai voluto imporre dei candidati nostri - dice - sosterremo questa campagna nazionale, ma dal 26 settembre speriamo si possa tornare ad aprire un tavolo. L'obiettivo era quello di rigenerare i valori e le pratiche dell’autonomia per l’autogoverno del territorio".

 

"Profondo rammarico" è anche il commento della vicepresidente Claudia Merighi: "Abbiamo chiesto più volte che le politiche fossero l'inizio di un percorso per arrivare insieme al 2023, ma questo percorso non è stato chiaro. E' dall'incontro a Brentonico che si è chiuso il contatto politico di condivisione e incontro. Noi abbiamo molto rispetto per i nostri elettori ed elettrici e abbiamo voluto mantenere trasparenza e chiarezza nel nostro messaggio politico".

 

A chi li accusa di aver preso una scelta "di pancia", Zanella e Merighi rispondono: "Non conoscete il popolo di Futura: a quel tavolo noi ci siamo sempre stati. Noi ci saremo eccome, sosterremo chi porterà avanti le nostre idee".

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