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Nuovo polo ospedaliero e universitario, i medici: "Vogliamo tempi certi. Il Santa Chiara non ce la fa più. Il Not? Abbiamo perso tanto tempo prezioso"

La Giunta ha presentato la delibera in cui si chiude definitivamente il progetto del Not per dare il via a un nuovo polo ospedaliero e universitario. Il presidente dell'Ordine dei medici: "Il Santa Chiara non è adatto per una formazione universitaria, è una struttura ormai superata. Project financing? E' il pubblico che si deve occupare della costruzione di ospedali"

Di Francesca Cristoforetti - 23 September 2022 - 20:19

TRENTO. "Vogliamo tempi certi sul nuovo polo ospedaliero e universitario. L'ospedale Santa Chiara non ce la fa più, la struttura non è più adeguata. Con il Not? Abbiamo perso tanto tempo prezioso, ora si faccia un cronoprogramma che venga rispettato". Così parla il presidente dell'Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri di Trento, Marco Ioppi, intervistato da Il Dolomiti.

 

Soltanto pochi giorni fa, il 19 settembre, la Giunta provinciale ha presentato la delibera in cui si chiude definitivamente il progetto del Not, caratterizzato anche da un lunga vicenda giudiziaria, per dare il via a una strategia per il nuovo polo ospedaliero e universitario.

 

L'area del nuovo polo rimarrà in via al Desert: questa volta è in previsione un ampliamento dello spazio da 21 ettari disponibili a 26-27, comprendendo altre aree di proprietà pubblica e comunale. Le novità in programma? La nomina di un commissario straordinario e l'abbandono della formula del project financing, ha confermato il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

 

"Questa volta dobbiamo accelerare - dichiara Ioppi - il Santa Chiara non è adatto per una formazione universitaria, è una struttura vecchia che ormai è superata. Dobbiamo creare un nuovo spazio: mancano aule e spazio per la ricerca, c'è bisogno di questo nuovo polo. Deve essere chiara ora la road map per il futuro progetto, che abbia tempi certi e che soprattutto le tempistiche vengano rispettate. Un'occasione per rendere attrattivo il polo anche per i professionisti".

 

In particolare, sottolinea Ioppi, "con il Covid e l'arrivo della Facoltà di Medicina sono state messe in luce nuove esigenze. Ora c'è bisogno di puntare anche sulla formazione, l'insegnamento e la ricerca. Speriamo di essere maggiormente coinvolti questa volta, per poter contribuire e dare suggerimenti in quanto soggetti interessati".

 

Proprio nella giornata del 23 settembre la Pat ufficializza l’intervento della figura commissariale, nella logica di accelerazione delle procedure di affidamento e di realizzazione dell’opera, oltre che per superare il gap temporale che si è creato per effetto dell’esito della precedente procedura di affidamento (conclusasi con l’impossibilità di sottoscrivere il contratto a causa della mancata approvazione del progetto preliminare presentato dalla ditta indicata come soggetto promotore).

 

Per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero e universitario, conferma la Pat, che sarà necessario coinvolgere una pluralità di soggetti istituzionali (istruzione, sanità, strutture competenti al rilascio dei pareri) per cui, anche sotto tale profilo, è opportuno ricorrere a questa nuova figura per snellire e semplificare i necessari contatti e assumere le relative decisioni. La Giunta conserverà comunque il potere di indirizzo e di programmazione generale dell’intervento, in gran parte ancora da precisare nei suoi contenuti.

 

Per quanto riguarda la formula del project financing, Ioppi sostiene: "E' il pubblico che si deve occupare della costruzione degli ospedali, non il privato, che inevitabilmente guarda ai propri interessi". 

 

La stessa formula è stata utilizzata, non senza ricevere critiche, anche per il progetto del nuovo ospedale di Cavalese: "Speriamo ci sia un ripensamento anche su questo - conclude Ioppi - la sanità deve rimanere pubblica".

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