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Nuovo ospedale a Cavalese, Cia: “Grisenti ha agito come lobbista per la Mak?”. Fugatti: “Io lo conosco come presidente di Progetto Trentino, è libero di fare ciò che crede”

Dopo le rivelazioni del sindaco Finato si allungano le ombre sul progetto per il Nuovo ospedale di Cavalese. Ora Cia chiede conto del ruolo avuto dal presidente di Progetto Trentino Silvano Grisenti. Fugatti invece sugli incontri “segreti” dice: “Io faccio il presidente della Provincia quindi di interlocuzioni ne ho sempre tante, con tanti soggetti”

Di Tiziano Grottolo - 02 December 2022 - 20:39

TRENTO. Non si fermano le polemiche attorno al Partenariato pubblico privato per la costruzione del nuovo ospedale di Cavalese che vede coinvolta la ditta Mak costruzioni. Di certo la Quarta commissione che si è tenuta in questi giorni ha avuto il merito di costringere il presidente della Provincia un confronto. Le risposte di Fugatti però non hanno convinto i consiglieri a partire dallo stesso presidente della Commissione, Claudio Cia, che è anche il capogruppo di Fratelli d’Italia nonché un’alleato della Lega.

 

In particolare il primo cittadino di Cavalese, Sergio Finato, durante la sua audizione ha chiamato in causa Silvano Grisenti, attuale presidente di Progetto trentino (ed ex assessore provinciale), cioè il partito del vicepresidente della Pat Mario Tonina. Nel comunicato ufficiale diramato dalla Provincia a Finato viene attribuito il seguente virgolettato: “La Mak si muoveva assieme all’ex Scario (il vertice della Magnifica comunità di Fiemme, proprietaria dell’area della località Masi dove si vorrebbe costruire il nuovo ospedale), che accompagnato da Grisenti proponeva compravendite dei terreni limitrofi all’area, all’insaputa degli amministratori locali. Una cosa gravissima”.

 

D’altra parte anche l’attuale Scario della Magnifica Comunità di Fiemme, Renzo Daprà, ha confermato che l’ex Scario non aveva ricevuto nessun incarico dalla Magnifica per occuparsi di queste trattative e quando ha saputo di questi contatti la Magnifica ha preso una posizione contraria allo Scario che quindi si è dimesso.

 

Adesso i consiglieri di Fratelli d’Italia Cia, Katia Rossato e Bruna Dalpalù chiedono conto di queste affermazioni e del presunto ruolo svolto da Grisenti in quello che ormai è diventato un caso politico. Come notano i tre consiglieri è la prima volta che il nome di Grisenti emerge in una sede istituzionale, anche se da tempo in val di Fiemme si rincorrevano diverse voci.

 

“Ora che è venuto a galla il ruolo di Grisenti come lobbista di una società privata – cosa peraltro legittima fanno notare Cia, Rossato e Dalpalù – sorge però una questione soprattutto politica, visto che egli è il presidente di Progetto Trentino, forza politica di maggioranza che esprime il vicepresidente Tonina all’interno della Giunta provinciale che, vogliamo ricordare, deliberando l’interesse pubblico ha sposato la proposta di Partenariato pubblico privato presentato dalla cordata di imprese con a capo la Mak costruzioni di Lavis”. In altre parole da Fratelli d’Italia viene chiesta trasparenza.

 

Per la cronaca quando al Giunta ha deliberato l’interesse pubblico per la proposta di Partenariato pubblico privato con la Mak, sia l’assessora alla Salute, Stefania Segnana, che il vicepresidente, Mario Tonina, erano misteriosamente assenti.

 

Come Il Dolomiti abbiamo provato a contattare lo stesso Grisenti ma non è stato possibile parlarci. Dal canto suo il presidente della Pat non ha voluto specificare se abbia o meno incontrato (segretamente) alcuni rappresentanti locali paventando loro la realizzazione di un nuovo progetto prima ancora che la proposta della Mak si concretizzasse. Fugatti si è limitato a commentare: “Io faccio il presidente della Provincia quindi di interlocuzioni ne ho sempre tante, con tanti soggetti”. E Grisenti? “Io lo conosco come presidente di Progetto Trentino – dice Fugatti – cosa faccia nella vita io non lo posso sapere, è libero di fare ciò che crede e non deve chiederlo a me”.

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