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Lo scontro sulla viabilità di Varone arriva in municipio, nervi tesi fra il consigliere e l’ingegnere. La sindaca: “Fatti vergognosi”. La replica: “Vogliono screditarmi”

La discussione politica attorno alla nuova viabilità di Varone sarebbe arrivata fino negli uffici comunali, ora la sindaca chiede le dimissioni di un consigliere. Zanoni: “L’amministrazione manca di trasparenza, c’è la volontà politica di screditare la mia immagine”

Di Tiziano Grottolo - 23 novembre 2022 - 16:39

RIVA DEL GARDA. Il nuovo assetto della viabilità sta provocando una frattura tra la frazione di Varone e l’amministrazione di Riva del Garda guidata dalla sindaca Cristina Santi. La quasi totalità dei residenti e pure i Comuni confinanti hanno duramente criticato le modifiche difese a spada tratta dall’assessore, Luca Grazioli, che peraltro hanno fatto aumentare il numero di incidenti in zona mentre l’obbiettivo doveva essere quello di aumentarne la sicurezza.

 

Su questo argomento i toni, sia in Consiglio comunale che all’esterno, sono sempre stati molto accesi. La discussione però si sarebbe trasferita anche all’interno del Comune. Lo scorso 14 novembre il consigliere del Partito Democratico Alessio Zanoni si è recato in municipio dopo aver formalizzato una richiesta di accesso agli atti per prendere visione delle comunicazioni fra i partecipanti al “Tavolo di lavoro viabilità di Varone”.

 

“La mia richiesta – spiega Zanoni – muoveva dalla necessità di verificare l’esito delle discussioni intercorse al tavolo di confronto e le relative conclusioni, fermo restando che l’assessore di riferimento in seno alla Commissione viabilità si era limitato a dichiarare una prevalenza delle preferenze espresse per l’adozione della cosiddetta soluzione B (senso unico a salire nel tratto di via Venezia e via Cartiere ndr) senza peraltro mostrare ai componenti della Commissione medesima le osservazioni pervenute dai partecipanti al Tavolo”.

 

Detto questo il consigliere Dem avrebbe dovuto incontrare a Palazzo Pretorio, sede del Comune, l’ingegnere Andrea Giordani ma quest’ultimo avrebbe risposto a Zanoni di non avere tempo. A quel punto ne è nato un diverbio che, come confermano i presenti, avrebbe avuto i toni molto accesi ma senza arrivare a un vero e proprio contatto fisico. La vicenda però, a diversi giorni di distanza, è trapelata e sta facendo discutere.

 

“Quanto è avvenuto nei giorni passati supera ampiamente, per caratteristiche e per assoluta gravità, ogni precedente – dichiara la sindaca Santi – siamo arrivati al punto che un consigliere comunale ha intimidito un tecnico comunale, un lavoratore del Comune”. In realtà solo pochi mesi fa il consigliere leghista Vittorio Ferraglia era stato costretto a dimettersi dopo aver aggredito con una manata il consigliere del Pd Gabriele Bertoldi che poi lo ha denunciato. 

 

Secondo Santi l’ingegnere stava lavorando ad alcune pratiche fondamentali per la città, legate ai finanziamenti del Pnrr, “a pochissime ore della scadenza, con il rischio, in caso di non puntuale elaborazione e conclusione, di perdere fondi molto importanti”. Qui però viene da chiedersi come sia possibile che un’Amministrazione, quando in ballo ci sono centinaia di migliaia di euro, si riduca a consegnare il lavoro “a pochissime ore dalla cadenza”. Comunque, sempre secondo la sindaca, Zanoni infastidito per non essere stato ricevuto avrebbe intimidito fisicamente il funzionario.

 

“Trovo francamente allucinante – prosegue Santi – un’autentica vergogna che un consigliere si sia comportato in questo modo con un dipendente comunale. Sono lieta che questa vicenda sia emersa, perché non abbiamo bisogno di omertà, ma di serietà. Spero che il Zanoni abbia l’umiltà, e l’educazione, di chiedere scusa al dirigente, al Comune di Riva del Garda e alla collettività tutta. E ovviamente di dimettersi, essendo tali atteggiamenti del tutto non conciliabili con la dignità della carica e con il decoro istituzionale”.

 

Zanoni dal canto suo offre un punto di vista diverso sull’accaduto. “Come da indicazioni ricevute dalla struttura comunale, mi sono recato all’ufficio indicato per visionare quanto richiesto e con mia sorpresa mi è stato detto, contrariamente a quanto comunicatomi in precedenza, che non era possibile mostrami la documentazione concordata precedentemente, motivandomi tale diniego per mancanza di tempo. Al mio cenno di disappunto i toni si sono accesi su entrambi i fronti, e nonostante ritenessi ingiustificato tale diniego, anche solo alla semplice visione dei documenti, sono uscito dagli uffici, non senza evidenziare come tale condotta apparisse ostativa all’esercizio del diritto di accesso”. Peraltro il consigliere, dopo essere stato nuovamente invitato in Comune per visionare le lettere, verrà nuovamente respinto con una scusa anche nei giorni seguenti.

 

“L’aver voluto portare ‘in piazza’ questa discussione – afferma Zanoni – a mio avviso denota una misera volontà politica di screditare la mia immagine, prendendo a pretesto fatti che nulla rilevano nel dibattito politico. Quello che rimane in tutta evidenza e sotto gli occhi di tutti è invece questa ‘ferrea’ volontà politica di evitare ogni forma di trasparenza. Infatti fino ad oggi nulla mi è ancora stato mostrato di quanto richiesto. Penso che sia la dimostrazione palese di come stanno realmente le cose”.

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