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Liste d'attesa lunghe, la Cisl medici: ''Potremmo aiutare ma qui in Trentino tutto è fermo''. E sull'attrattività: ''Si parta rinnovando i contratti bloccati dal 2003''

Il segretario della Cisl medici, Nicola Paoli: "Attrattività e mobilità significano anche sedersi al tavolo di trattativa e firmare contratti, ogni triennio, come previsto dalle nostre leggi italiane. Quello che non si è fatto in questi primi quattro anni di legislatura"

Di L.A. - 27 novembre 2022 - 18:53

TRENTO. "Le quasi 3 mila ecografie, dichiarate da Apss in ritardo sui tempi, di tipo generalistico, potevano essere effettuate dai medici di medicina generale". A dirlo Nicola Paoli, segretario della Cisl medici. "Negli ultimi sette anni, se non di più, si sono formati con corsi di valenza nazionale e trentina, accreditati, all'uso dell'ecografo, come previsto dal nostro contratto di lavoro inserito negli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale. Tutto questo in riferimento al governo delle liste d’attesa (dall’Acn Mmg 2018 e 2022) e per le prestazioni diagnostiche di primo livello".

 

Nelle scorse ore la Provincia e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno presentato alcuni dati sul fronte della sanità. Ci sono criticità sulle liste d'attesa, in particolare oculistica, cardiologia, fisiatria, radiologia, e i problemi sono dovuti principalmente alla mancanza di personale sanitario (Qui articolo).

 

"La stessa scuola di formazione specifica in medicina generale di Trento, dal primo corso istituito dal sottoscritto - aggiunge Paoli - ha ripreso annualmente corsi specifici per attivare questo percorso. E le stesse cooperative di servizi dei medici di medicina generale sono in grado di accreditare formazione e dare strumentazione adeguata per abbattere immediatamente questa lista d'attesa. La legge italiana, inoltre, ha messo a disposizione della Provincia di Trento e delle Regioni contratti per la medicina generale e ingenti risorse (235 milioni di euro nelle altre Regioni), prima e durante la pandemia, per l'utilizzo in forma gratuita degli ecografi, e non solo, negli studi dei medici di medicina generale. Qui non si è visto ancora nulla, nonostante l'accordo aziendale preveda questa possibilità da due anni".

 

Il sindacato evidenzia la necessità di rimodulare le procedure. "Più che un tetto di spesa sulle acquisizioni delle prestazioni in libera professione - spiega Paoli - Apss dovrebbe mettere un tetto alla prescrizione. da parte dei medici occupati nelle strutture accreditate private della nostra provincia, degli innumerevoli esami e ulteriori visite che vengono richieste. Infatti, dopo essersi fatti pagare la visita, per il tramite degli assistiti, inviano ai medici di medicina generale richieste onerose, a volte impossibili da rintracciare nel nostro nomenclatore aziendale. Esami che reputiamo, il più delle volte, non conformi a quanto valutiamo, in scienza e coscienza, nei nostri studi, presidi pubblici".

 

Un altro nodo è la carenza di medici sul territorio. E l'Apss è in fase di riorganizzazione e si valuta come potenziare l'attrattività del Trentino per riuscire a portare sul territori i professionisti.

 

"L' attrattività messa in atto da Apss e Provincia per medici provenienti da fuori regione è attualmente insufficiente. E sarà sempre di più così se non si livellerà il contratto nazionale, firmato tre anni fa a Roma, con quello provinciale ancora fermo al 2003. Qui i nostri dirigenti medici lavorano il doppio rispetto alle altre zone, senza considerare le regole europee per il riposo. Servirebbe, invece, che anche i loro primari, in questa crisi di prestazioni, concordassero tutti insieme e tutti insieme lavorassero solo con il pubblico. Per non parlare dei medici di famiglia a cui da due mesi l'Apss decurta dai 400 ai 500 euro sul proprio stipendio senza informarli e attendere l'interpretazione nazionale del nostro contratto. Di questo passo siamo i meno retribuiti di tutte le Regioni. Più che di mobilità, a breve, si parlerà di mobilitazione generale. La mobilità significa tappare buchi e non considerare, già oggi, che l'attrattività e la scuola di specializzazione avrà successo. Significa sedersi al tavolo di trattativa e firmare contratti, ogni triennio, come previsto dalle nostre leggi italiane. Quello che non si è fatto in questi primi quattro anni di legislatura".

La Cisl medici evidenzia la necessità di cambiare passo per dare risposte al territorio e trovare le soluzioni più adatte alle esigenze della sanità trentina. "Se vogliamo essere lungimiranti e così abbattere le liste d'attesa, aumentare gli accessi specialistici delle strutture accreditate private tout court non è la strada giusta. Sarebbe più opportuno - prosegue Paoli - che queste strutture private, lavorassero con il Ssp, per essere accreditate dalla nostra provincia, nelle ore serali, i sabati e le domeniche, quando gli specialisti pubblici, per contratto, non possono invece lavorare con il pubblico. Si possono poi attivare gli esperti specialisti nei gruppi integrati della medicina generale sul territorio, come previsto dal nostro contratto. Abbiamo anche noi oculisti, dermatologi, medici sportivi e così via".

 

Rimangono criticità per le visite e le prestazioni oculistiche, otorinolaringoiatra e fisiatriche, nonché per effettuare ecografie anche sul fronte del Cup. A ogni modo nel 2021 sono state 1.120.932 le richieste di prenotazione evase dal Centro unico di prenotazione di Apss alle quali vanno aggiunte 1.066.000 prenotazioni per tamponi e vaccinazioni Covid.

 

"Le lungaggini del Cup andrebbero gestite in maniera più consona. I medici di medicina generale, con le attuali forme organizzative concordate a livello aziendale, anche con le cooperative di servizi, secondo Acn vigente, già oggi potrebbero prenotare visite e accertamenti per via telematica ai propri pazienti. Ma Provincia e Apss non hanno, a oggi, presentato la programmazione del nuovo contratto di categoria e non hanno accettato di trattare, a bilancio provinciale previsto a zero a fine anno, con la medicina generale. Non firmano progetti innovativi in temi come questi o sulla telemedicina, sulle prestazioni diagnostiche di primo livello, sui processi di budget aziendale", conclude Paoli.

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