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Le elezioni in numeri. I giovani? Scelgono M5S e Terzo Polo (che al Centro Nord batte sempre Fi). L'M5S perde il 60% di voti in 4 anni, Fratelli d'Italia cresce del 400%

La Lega è doppiata in Veneto dal partito di Giorgia Meloni e crolla un po' ovunque. I 5 Stelle sono primo partito in gran parte del Sud. Se avessero votato solo i giovani (con le percentuali ottenute dai vari partiti) avrebbero vinto i 5 Stelle mentre su 100 giovani la maggioranza sceglierebbe Azione/Italia Viva

Di Luca Pianesi - 28 settembre 2022 - 18:36

TRENTO. Elezioni, è tempo di numeri. Numeri che permettono di leggere quanto accaduto in maniera più reale rispetto allee dichiarazioni di facciata dei politici. Quali sono i partiti che attirano più giovani? Cosa si vota al Nord al Centro o al Sud? Chi ha perso e chi ha guadagnato voti?

 

Partiamo dall'analisi fatta dall'Istituto Cattaneo che fa questa fotografia: ''Un partito (Fratelli d'Italia) che 4 anni fa aveva circa il 4% diventa la prima forza politica con il 26%. Il Movimento 5 stelle che nel 2018 aveva ottenuto quasi un terzo dei voti validi, oggi supera di poco il 15%. Il soggetto politico guidato da Carlo Calenda, allora inesistente, ha ottenuto alla sua prima prova il 7,8%. In soli quattro anni, quindi, moltissimi elettori hanno modificato le loro scelte di voto. Ma questo cambiamento era in parte già avvenuto, in parte era stato preceduto da altri smottamenti. La Lega aveva ottenuto il 17,3% nel 2018, alle europee dell’anno dopo era arrivata fino al picco del 34,3%; il M5S che aveva registrato il suo miglior risultato nel 2018 con il 32,7%, l’anno dopo era crollato al 17,7%, quando buona parte dei suoi ex-elettori avevano favorito il successo leghista e contribuito a ricostituire una maggioranza elettorale di centrodestra''.

 

L'elettorato è, quindi, sempre più fluido anche perché, da qualche anno, sono i partiti ad inseguire le idee degli elettori per accaparrarsi i loro voti e non viceversa. 

 

Chi ha guadagnato e perso più voti (confronto 2018-2022)

Fratelli d'Italia è passata da 1milione e 302.517 voti a 7milioni e 165.795 voti ed è cresciuta, quindi, del 401%

Pd è passato da 6milioni e 161.896 voti a 5milioni e 356.180 voti ed è calato, quindi, del 15%

Movimento 5 Stelle è passato da 10milioni e 732.066 voti a 4milioni e 333.972 voti ed è calato, quindi, del 60%

Lega è passata da 5milioni e 698.687 voti a 2milioni e 464.005 voti ed è calata, quindi, del 57%

Forza Italia è passata da 4milioni e 596.956 voti a 2milioni e 278.217 voti ed è calata, quindi, del 50%

 

 

Da dove arrivano i voti (Istituto Cattaneo)

Fratelli d'Italia: nelle città del centro-nord l’elettorato di FdI è formato per più dell’80% da elettori che alle europee avevano scelto già centrodestra (in gran parte Lega) la parte restante si divide in misura variabile tra recuperi dall’astensione e passaggi dall’elettorato di centrosinistra (generalmente, questi ultimi sono maggiori). Nelle città del centrosud considerate (ossia Napoli e Catanzaro) la fluidità elettorale è maggiore: la quota di elettori di Fdi che già nel 2019 aveva scelto centrodestra è di meno del 70%: più consistenti che al Nord sono gli arrivi dal bacino del centrosinistra

 

Lega: ridotto di quasi un quarto il suo peso specifico in tre anni l'analisi sul suo flusso elettorale deve necessariamente essere divisa in due fasi. Nella prima (tra il 2018 e il 2019) vi è stato un significativo travaso di voti dal centrosinistra (in particolare dal M5s) al centrodestra (di cui ha inizialmente beneficiato la Lega). Nella seconda (dal 2019 a oggi) gli schieramenti sono rimasti stabili mentre sono avvenuti importanti spostamenti di voti al loro interno: in particolare, il centrodestra ha visto Fdi “cannibalizzare” l’elettorato dei partner di coalizione, e in particolare quello – nel 2019 molto ampio – della Lega.

 

Pd: la percentuale di voti conquistata dal Pd nel 2022 è molto simile a quella del 2018. Tra i flussi in uscita il più rilevante è quello, ricorrente in ogni città, verso Azione: tranne un paio di casi in cui questo flusso si ferma al 7-8%, il flusso verso Azione ha coinvolto fra il 10 e il 20% degli elettori democratici. Tra i flussi in entrata, si segnalano recuperi di qualche rilievo dal M5s.

 

M5s: di fatto è crollato nel giro di 4 anni finendo per dimezzare i suoi voti e quindi per quel 15% che viene festeggiato come un successo attinge sostanzialmente a due soli bacini: quello dei suoi elettori più fedeli e quello degli astensionisti. Non gode insomma di ingressi significativi da sinistra.

 

Terzo Polo: la quota principale del suo elettorato è arrivata dal Pd (la quota di voti di Calenda che arriva da questa fonte oscilla tra circa un terzo a circa la metà, a seconda della città considerata). Tuttavia, sommando le sue tre componenti (Fdi, Lega, FI), anche elettori che nel 2019 avevano votato per il centrodestra, contribuiscono al risultato del partito di Calenda con una quota significativa di voti, pari in media a circa il 40% dell’elettorato della nuova formazione politica.

 

Il voto dei giovani (Will & Youtrend)

I giovani hanno votato, percentualmente anche più degli over 50 (l'astensione tra i 18-34enni è stata del 34% mentre quella degli over 50 del 37,8% e la media è generale è stata del 36,1%). Ma cosa sarebbe successo se avessero votato ''solo'' i giovani? Secondo la proiezione di Will Media le elezioni le avrebbero vinte i 5 Stelle con il 20,8%, secondi Fratelli d'Italia (con il 17,4%) che avrebbero battuto, comunque, il Pd (16,3%) e poi sarebbe arrivato il Terzo Polo con il 10,1%. Male Lega con il 7,1%, Alleanza Verdi/Sinistra Italiana al 7% di poco sopra a Forza Italia con il 6,4% e a +Europa con il 5%.

 

 

Questo è il quadro che emerge da Youtrend e l'analisi di Ixè conferma il trend ma mostra anche un altro spaccato costruito sul valore percentuale non proporzionato ai voti presi poi su scala globale. Su 100 giovani la maggioranza, quasi 18 ha votato il Terzo Polo, poco più di 15 Fratelli d'Italia, 13,6 il Movimento 5 Stelle, 13,5 il Pd, 12,3 +Europa e a scendere, ancora una volta agli ultimi posti, Verdi/Sinistra Italiana con 10,5, Forza Italia 7,5 e Lega 2,5

 

Divisione geografica. (Youtrend)

Il Movimento 5 Stelle è il partito del Sud con percentuali altissime in alcune regioni come la Calabria (dove è il primo partito con il 30%) o, per esempio, seggio Campania 1, che comprende la città di Napoli, dove ottiene più del 41% mentre Fratelli d'Italia e Pd si fermano i primi al 13,8% e i secondi al 14,4%. Più si risale la penisola più la presenza di Conte e i suoi diventa ininfluente per essere praticamente sempre sotto il 10% (in Veneto come in altre regioni del Nord anche sotto il 5%). 

 

 

La Lega ''resiste'' al Nord ma arretra ovunque rispetto al 2018. Addirittura viene battuta anche in Veneto dai colleghi di Fratelli d'Italia che li doppiano (al senato Fdi al 32,4% e Lega al 16,6%). Situazione simile in Lombardia  dove il primo partito è Fratelli d'Italia con il 27,74% e la Lega con il 13% è superata dal Pd al 19,33% e rischia l'aggancio del Terzo Polo che arriva a sfiorare il 10%.

 

 

Terzo Polo nel Centro-Nord ha i migliori risultati battendo sempre Forza Italia in ogni regione (Forza Italia che fa un po' meglio, invece, al sud). Il miglior risultato in Lombardia dove prende il 10% ma molto bene anche in Toscana con il 9,32%. Il peggior risultato arriva in Trentino Alto Adige con il 6% frutto, però, da un lato dell'accordo fatto con il centrosinistra in Trentino che ha depotenziato Azione e Italia Viva al Senato e del brutto risultato fatto in Alto Adige. Bene, invece, alla Camera, dove il Terzo Polo si presentava da solo, in Trentino dove ha preso più dell'8% in entrambi i collegi. 

 

 

Partito democratico resta tale e quale al 2018 per ''presenza'' nel Paese con una leggera, ulteriore, perdita di consenso nelle ''zone rosse'' per eccellenza come la Toscana e l'Umbria. Il centrodestra, infatti, “sbanca” anche in Toscana dove si aggiudica 10 delle 13 sfide uninominali mentre il centrosinistra è relegato a soli 3 collegi. Resiste solo Firenze. E anche in Umbria il primo partito è Fratelli d'Italia con più del 30% dei consensi (li Pd si ferma sul 21%). Anche in Emilia Romagna vince il centrodestra ma il Pd è primo partito con il 28%.

 

 

Fratelli d'Italia è il partito del Centro Nord mentre al Sud ha ''vita'' più complicata per la forte presenza del Movimento 5 Stelle. Dalla Lombardia al Veneto, passando per le Marche e l'Umbria, il Trentino e il Piemonte e il Lazio è primo ovunque.

 

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