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Istituire uno "psicologo di base", le minoranze presentano il ddl: "Aumento di stati ansioso-depressivi dalla pandemia, ora un servizio necessario"

E' stato presentato il ddl per istituire il servizio di psicologia delle cure primarie. Demagri: "Figura che affiancherebbe il medico di medicina generale ascoltando il paziente indirizzandolo nel percorso più adeguato". Ferrari: "Soluzioni di lungo periodo e strutturali, non temporanee ed emergenziali". Zanella: "Prevenire ora disagi che diventerebbero più gravi in futuro"

Di Francesca Cristoforetti - 18 luglio 2022 - 20:28

TRENTO. Snellire i tempi per essere presi in carico, ma anche indirizzare in maniera mirata e capillare gli utenti che hanno bisogno di un supporto psicologico: sono questi alcuni degli obiettivi che si prefigge il disegno di legge volto a integrare la legge provinciale (6 maggio 2016, numero 5), istituendo il servizio di psicologia delle cure primarie. Nel concreto questo si tradurrebbe in una figura di uno "psicologo di base", che affiancherebbe il medico di medicina generale ascoltando il paziente per individuare il suo bisogno e indirizzarlo poi nel percorso più adeguato.

 

La proposta è stata presentata il 10 giugno 2022 dalla prima firmataria, la consigliera del Patt Paola Demagri, in collaborazione con la collega Sara Ferrari (Pd) e i colleghi Paolo Zanella (Futura) e Ugo Rossi (Azione), assegnando il documento alla Quarta Commissione. Un ddl analogo era stato presentato anche dalla consigliera Lucia Coppola di Europa Verde ad aprile scorso.

 

L'aumento di stati ansioso-depressivi, dell’isolamento, del ritiro sociale e di condotte a rischio, riconducibili in buona parte all’impatto della pandemia da Covid-19 non sono infatti fattori trascurabili.

 

"L’istituzione di questo servizio non può più essere rimandata dalla politica - dichiara Demagri - poiché nella popolazione negli ultimi anni il bisogno di supporto psicologico si è fortemente incrementato. Ciò è parso ancora più evidente durante il periodo pandemico. E’ chiaro che le soluzioni immediate sono fondamentali per dare una pronta risposta all’emergenza, ma è anche necessario strutturare un’offerta psicologica integrata all’interno del Sistema Sanitario. Non possiamo pensare che l'utenza che in questo momento ha particolare bisogno si debba rivolgere per forza al privato".

 

Il ddl propone così di occuparsi degli interventi psicologici territoriali e offrirà un supporto tempestivo e diffuso, che consisterà nel sostenere l’azione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei professionisti della salute mentale nell’intercettare e rispondere ai bisogni assistenziali di base di natura psicologica dei cittadini.

 

"La psicologia delle cure primarie sarà erogata a livello ambulatoriale - spiega la consigliera del Patt - e al bisogno, al domicilio dell’utente fragile, disabile o anziano. Con il presente ddl si prevede anche di disciplinare l’individuazione delle competenze e dei titoli necessari affinché i professionisti possano svolgere le attività previste".

 

Questo andrebbe a sgravare i medici, già sommersi da un carico di lavoro spesso anche burocratico. "Come numeri abbiamo pensato a 1 psicologo di base su 8-10 medici di medicina generale - conclude Demagri - portare questo ddl in aula significa implementare una riorganizzazione. Non è il cambiamento che il Trentino aspetta ma il miglioramento".

 

Il coordinamento e l’indirizzo delle attività verranno affidati a una cabina di regia della quale faranno parte anche alcuni rappresentanti del mondo medico dipendenti dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’ammontare delle spese gravanti sul bilancio della Provincia in conseguenza del presente disegno di legge, viene stimato nell’importo di 3 milioni di euro all’anno.

 

"Oggi finalmente si è deciso di prendere in carico anche la sfera psicologica, - commenta anche Zanella - la più trascurata di tutte. E' importante che si istituisca come servizio pubblico in controtendenza a quanto sta facendo la Giunta che invece privatizza alcuni servizi. Riuscire a offrire a tutta la cittadinanza un primo accesso di base al benessere psicologico può prevenire disagi che diventerebbero più gravi in futuro, un costo poi per il Sistema sanitario stesso".

 

Tra i promotori anche la consigliera Ferrari: "Il Pd in attesa che sia approvata la propria proposta di legge nazionale sullo Psicologo di base, - sostiene - promuove l’istituzione di questa figura a livello regionale e anche in Trentino sosteniamo convintamente questa iniziativa insieme agli altri colleghi delle minoranze. E’ importante che si dia una risposta pubblica, immediata, territorialmente diffusa al bisogno di sostegno psicologico dei cittadini e delle cittadine, che sono emerse con forza dalla pandemia. Servono soluzioni di lungo periodo e strutturali, non temporanee ed  emergenziali, dobbiamo passare dai bonus a una figura stabile e certa a cui i cittadini possano rivolgersi con maggior semplicità e gratuitamente come servizio primario. Su queste necessità  fondamentali della popolazione vanno investite le risorse del nostro servizio sanitario pubblico, noi speriamo che che tutte le forze politiche possano trasversalmente concordare su questo".

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