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Inchiesta de Il Dolomiti sugli alloggi turistici “fantasma”, diventerà obbligatorio esporre una targa. Failoni: “Più facile controllare”. Una chiavetta usb alla guardia di finanza

Almeno una delle chiavette usb (con i nomi e cognomi di gestisce gli appartamenti turistici) è stata consegnata alla guardia di finanza. Dalla Provincia arriverà una targa da esporre obbligatoriamente: “La maggioranza rispetta le regole ma come in tutte le categorie c’è qualcuno che si comporta male”

Di Tiziano Grottolo - 15 luglio 2022 - 19:38

RIVA DEL GARDA. Sarebbero circa 300 gli appartamenti turistici “fantasma” che nell’Alto Garda vengono affittati senza però essere registrati negli appositi registri. Questo almeno quanto emerge dal software statunitense che l’Apt Garda Dolomiti ha utilizzato per mappare l’andamento annuale del mercato immobiliare.

 

Come scoperto da Il Dolomiti le informazioni (compresi nomi e cognomi di chi li gestisce) su questi alloggi sono state inserite su chiavette usb che poi sono state consegnate ad alcuni sindaci della zona. L’effetto di queste chiavette è stato così dirompente che certi amministratori (fra cui Cristina Santi di Riva del Garda) negano persino di aver ritirato queste chiavette usb. Eppure almeno una di queste è arrivata nelle mani della guardia di finanza che ora potrebbe aprire un’indagine sugli appartamenti turistici dei comuni di Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Ledro, Dro e Drena.

 

Questa forma di evasione, oltre a far aumentare in maniera sproporzionata i prezzi degli affitti per i residenti, potrebbe essere molto diffusa. Recentemente la guardia di finanza di Cavalese ha identificato 140 persone che per non pagare l’Imis avevano trasferito la loro residenza in montagna, anche se poi in realtà usavano l’abitazione solo per brevi periodi di vacanza o peggio ancora la affittavano ai turisti. Tutto ciò ha generato un ammanco per oltre 550mila euro.

 

Proprio per contrastare questi fenomeni la Provincia di Trento aveva introdotto il cosiddetto codice Cipat “un nuovo tentativo – spiegava l’assessore al Turismo Roberto Failoni – per fare emergere il sommerso nel settore degli alloggi a uso turistico”. Questo codice deve essere utilizzato dai proprietari degli alloggi e anche da chi si occupa di intermediazione, compresi i grandi portali come Booking e Airbnb: il problema è che non tutti sono così solerti.

 

Secondo il consigliere del Partito Democratico Alessio Zanoni solo al Comune di Riva (ogni anno) verrebbero a mancare circa 91mila euro per via dei mancati introiti  legati alla presenza di questi alloggi fantasma. Inoltre potrebbero configurarsi degli abusi edilizi qualora dei vani fossero stati riconvertiti senza i dovuti permessi.

 

Rispondendo a un’interpellanza del consigliere Dem, la sindaca di Riva ha affermato di essere “consapevole delle problematiche che le affittanze brevi stanno provocando sul mercato immobiliare” e per questo di voler “regolamentare ancor più il mercato degli alloggi turistici”, pur senza penalizzare questa forma di turismo.

 

Nel frattempo la Provincia ha deciso di rendere obbligatoria, a partire dal 2023, l’esposizione all’esterno degli appartamenti turistici di una targa contenente il codice Cipat e altre informazioni sull’alloggio. “Abbiamo approvato questa misura nel recente assestamento di bilancio e la targa diventerà obbligatoria per tutti”, dice Failoni. “Se una persona vede che un appartamento affittato non ha nessuna targhetta e nota un via vai di turisti è chiaro che c’è qualcosa che non va, con questa soluzione diventerà più semplice controllare”.

 

Sulle chiavette usb Failoni sottolinea che il problema riguarda una minoranza “tantissime persone affittano gli appartamenti in maniera regolare ma come in tutte le categorie c’è qualcuno che si comporta male, d’ora in avanti però i controlli spetteranno anche ai Comuni ai quali, ricordo, resta il 50% della tassa di soggiorno”. L’intenzione dell’amministrazione di Riva del Garda, in attesa che la targa diventi obbligatoria, è comunque quella di chiedere ai gestori degli appartamenti di esporla in maniera volontaria. Lasciare l’iniziativa alla discrezione dei proprietari però difficilmente contribuirà a far emergere il mercato sommerso.

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