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Elezioni, il sindaco di Trento Ianeselli voterà per il Pd, l’ex presidente della Pat Ugo Rossi no: “Serve un nuovo partito riformista liberale e popolare”

Il sindaco di Trento Ianeselli e l’ex presidente della Provincia Ugo Rossi hanno dato le loro indicazioni di voto, ecco quali saranno le preferenze dei due politici

Di Tiziano Grottolo - 23 settembre 2022 - 17:48

TRENTO. “Domenica 25 settembre voterò Pietro Patton al Senato e Sara Ferrari alla Camera”, così il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, rende pubbliche le sue intenzioni di voto per le ormai imminenti elezioni politiche. “Sono due candidature molto diverse – spiega – ma entrambe concrete, oneste e competenti. Pietro è stato un alto dirigente pubblico e ora lo è della cooperazione mentre Sara è la dimostrazione che si può fare politica a lungo e ricoprire importanti incarichi istituzionali senza dimenticare chi sei, senza cambiare carattere”.

 

Di diverso avviso l’ex presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, che al contrario non voterà per il Partito Democratico alla Camera dei deputati. Per la Camera Rossi suggerisce di votare per la coalizione di Azione e Italia Viva mentre al Senato per l’Alleanza democratica per l’Autonomia, cioè “l’esperimento” trentino che mette insieme tutto il Centrosinistra e che nel collegio di Rovereto vede candidata Donatella Conzatti (di Italia Viva).

 

“Votando così – afferma Rossi, che da alcune settimane ha lasciato Azione – sosteniamo questi candidati: Donatella Conzatti, Michele Sartori, Pietro Patton, Alessia Tarolli, Roberto Sani e al proporzionale Massimiliano Mazzarella, Luisa Zambanini, Doriano Valer”.

 

L’ex presidente della Pat dice di non voler votare il Pd alla Camera perché convinto della necessità di un nuovo partito riformista liberale e popolare: “Il Pd è purtroppo ancora prigioniero di un approccio ideologico che impedisce questa possibilità. Se poi pensiamo al Trentino, il Pd e in particolare la sua candidata alla Camera nel collegio di Trento (Sara Ferrari ndr) hanno una pesantissima responsabilità. Quella di aver demolito la coalizione di Centrosinistra-autonomista nel 2018 sfiduciandone il Presidente (lo stesso Rossi ndr) e favorendo l’ascesa della Lega”.

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