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Circonvallazione ferroviaria, “Offerte al ribasso per i proprietari espropriati e gli inquilini subiscono pressioni per lasciare le case”, la denuncia di Sinistra italiana

Dai costi della materie prime aumentati del 35% alle aree inquinate di Trento nord, Sinistra Italiana lancia l’allerta sulla Circonvallazione ferroviaria: “Per gli espropri non si devono firmare accordi fino al 14 novembre quando si saprà l’esito della gara di appalto”

Di Tiziano Grottolo - 06 ottobre 2022 - 18:00

TRENTO. Per via dell’aumento delle materie prime il costo della Circonvallazione ferroviaria è lievitato fino a 1.270.000.000 di euro. Secondo Paola Firmi, Commissaria del Governo per il potenziamento della linea Fortezza-Verona e vicedirettrice generale standard e sviluppo di Rfi, gli aumenti sono compresi fra il 30 e 35%. Ciononostante la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera pubblicata da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) vale solo 970 milioni di euro. Una discrepanza che potrebbe generare non pochi problemi.

 

La Circonvallazione ferroviaria di Trento è da sempre molto discussa anche da parte di chi, come Sinistra Italiana, non sarebbe contrario a priori alla grande opera. “Vogliamo però che sia fatta come si deve – sottolinea Renata Attolini, segretaria provinciale di Sinistra Italiana – ponendo come primo obiettivo non quello di incassare i fondi del Pnrr, ma piuttosto quello di fare un’opera che sia utile ai cittadini senza danneggiarli o metterli in situazione di pericolo”.

 

Secondo Sinistra Italiana la gara d’appalto sarebbe stata bandita senza aspettare che il governo assicurasse il finanziamento per il nuovo costo dell’opera (con gli aumenti del 30-35%), “in questo modo l’appalto potrebbe andare deserto e ritardare se non addirittura fermare l’opera”. Per Attolini sono tanti i nodi da risolvere, fra tutti quello della zona inquinata di Trento nord: “Le prescrizioni relative al punto più delicato in termini di salute pubblica e tutela dell’ambiente non sono ancora state definite dal Ministero, eppure se la bonifica si dimostrasse irrealizzabile l’opera potrebbe essere bloccata”.

 

In ballo però restano anche gli espropri, con le case di alcuni abitanti che dovranno essere demolite. “In realtà – precisano da Sinistra Italiana – di espropri non si può parlare perché la procedura di esproprio per pubblica utilità non può essere attivata finché l’opera non viene inserita nei piani regolatori. I servizi della Provincia hanno inserito, alla chetichella e in tempi brevi quando di solito servono anni, il tracciato nel Piano Urbanistico Provinciale, la Giunta ha approvato, ma manca ancora l’approvazione del Consiglio Provinciale, subordinata al gradimento dell’opera da parte del Comune dove l’opera verrà eseguita, gradimento che sicuramente non verrà negato”.

 

Al momento starebbe andando in scena una trattativa privata, un accordo amichevole tra Rfi e i proprietari delle case che dovrebbero essere abbattute. “I proprietari – riferiscono da Si – raccontano di iniziali offerte al ribasso, recentemente portate a valori di mercato e di atteggiamento intimidatorio da parte di Rfi che insiste nel far credere che l’operazione approvata sia in stato avanzato e che non ci sia più nulla da fare. Analogamente gli inquilini sono sottoposti a pressioni da parte dei proprietari, che chiedono che si lasci al più presto la casa e si rescinda il contratto”. Per chi invece ha già firmato un accordo al ribasso resta l’incertezza del rimborso, perché la prima tranche promessa in tempi brevi non sarebbe ancora arrivata. “Chi è ancora in trattativa si vede consegnare un contratto che contiene tutte le clausole tranne l’indicazione dell’importo concordato”.

 

Proprio per questo Sinistra Italiana rassicura gli inquilini sul fatto che il loro contratto di affitto non decade e i proprietari sul fatto che, mancando ancora la procedura d’esproprio, la Corte d’Appello non ha determinato un prezzo e quindi si devono e si possono rifiutare offerte inadeguate: “Dobbiamo ricordarci che è importante pensare e agire in collettivo, informandosi e sostenendosi a vicenda, e che non si devono comunque firmare accordi fino al 14 novembre quando si saprà l’esito della gara di appalto”.

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