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Aggressione in Consiglio, il leghista Ferraglia mette le mani addosso a Bertoldi (Pd): “Questi comportamenti non ci hanno mai intimidito e non ci fanno paura ora”

Le condanna via social della sindaca: “Atteggiamento inqualificabile”, ma ora i Dem chiedono le dimissioni del capogruppo leghista: “Per chi si comporta da bullo e violento non ci deve essere posto nelle istituzioni”

Di Tiziano Grottolo - 03 agosto 2022 - 11:39

RIVA DEL GARDA. Offese, insulti omofobi, bestemmie e ora anche le mani addosso, con il nuovo corso della Giunta guidata dalla sindaca Cristina Santi in Consiglio comunale a Riva del Garda se ne sono viste di tutti i colori. L’ultimo episodio riguarda Vittorio Ferraglia, capogruppo della Lega in Consiglio (da sempre molto vicino agli ambienti della Destra), che ha dato una manata al consigliere di opposizione del Partito Democratico Gabriele Bertoldi.

 

Nella giornata di ieri a Riva si stava tenendo la conferenza capigruppo per fissare le date dei prossimi consigli comunali. La sorpresa è arrivata quando la Giunta ha fatto sapere di voler presentare una nuova variazione di bilancio per finanziare il primo tratto della Ciclovia del Garda, un’opera da 11 milioni di euro. Variazione che dovrebbe approdare in aula tra il 9 e il 17 agosto.

 

Il problema è che il Pd in diverse occasioni aveva chiesto (senza successo) di convocare una seduta ad hoc proprio per discutere della Ciclovia. Le richieste arrivate nelle scorse settimane erano state respinte dal presidente del Coniglio comunale, il leghista Salvatore Mamone, con la scusa che il tema non era dei più urgenti.

 

Da qui è nata la discussione culminata con l’aggressione ai danni di Bertoldi che denuncia: “Il limite è stato oltrepassato, dopo le offese e le prime minacce con fare da bullo Ferraglia è passato alle vie di fatto”. Peraltro l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una serie di invettive e dopo aver constatato che il consiglieri Dem non avevano intenzione di fare passi indietro.

 

“Questi comportamenti – prosegue Bertoldi – non ci hanno mai intimidito e non ci fanno paura ora, anzi ci danno ancora più convinzione nell’esercitare il nostro ruolo. Per chi si comporta da bullo e violento non ci deve essere posto nelle istituzioni, le conseguenze di ciò che è successo devono essere immediate, senza giustificazioni o scusanti”.

 

A stretto giro è arrivata anche la presa di posizione della sindaca, Cristina Santi, che ha dichiarato: “Considero inqualificabile l’atteggiamento del consigliere Ferraglia, a prescindere dagli schieramenti, condanno fermamente questo modo di fare politica, e ogni manifestazione di violenza e di intolleranza”. Eppure anche in occasione delle esternazioni omofobe di un altro consigliere di maggioranza la prima cittadina si affrettò a prendere le distanze, poi però non seguirono azioni concrete. Forse questa volta servirà qualcosa di più di un post sui social per archiviare la vicenda.

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