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Falde ancora in crisi, FederBim: ''Le piogge non risolvono il problema, necessario rivedere gli acquedotti: alcuni perdono anche il 50% di acqua''

Il presidente della FederBim, Pederzolli: "Bisogna risparmiare l'acqua disponibile. In questa direzione si muove una domanda elaborata da 27 Comuni del bacino Bim del Sarca che hanno richiesto ben 167 milioni di euro all'interno del contesto dei finanziamenti del Pnrr"

Di L.A. - 22 gennaio 2023 - 20:56

TRENTO. "Rispetto all'anno precedente nel 2022 abbiamo visto un calo della piovosità tra il 10 e il 15%". Questo il commento di Gianfranco Pederzolli, presidente della Federazione nazionale dei Consorzi di bacino imbrifero montano. "Non possiamo certo sapere in anticipo come si comporterà il clima quest'anno ma di sicuro i dati che abbiamo rilevato nelle stazioni meteorologiche indicano un calo. I laghi alpini sono tra i corpi d'acqua che per primi risentono dell'attuale fase di crisi climatica, anche perché i ghiacciai, ormai fortemente ridotti, non li alimentano più come un tempo".

 

I valori delle temperature sono stati sistematicamente sopra la media. Le precipitazioni sono state ovunque molto inferiori alla media, anche se non si è mai scesi sotto i minimi storici. E le conseguenze sulle risorse idriche anche del nostro territorio non sono mancate durante i mesi più caldi ma anche con l'arrivo di un autunno piuttosto avaro in termini di precipitazioni. L'inverno per ora non sembra risolutivo sul fronte dell'apporto dell'acqua.

 

E la realtà guidata da Pederzolli, che rappresenta 68 consorzi Bim e oltre 2.200 Comuni montani, traccia alcuni interventi necessari per affrontare la nuova stagione irrigua sulla base dei dati attuali. Una situazione che preoccupa la FederBim (Qui articolo).

 

"Se l'acqua scarseggia - aggiunge Pederzolli - l'obiettivo deve essere salvare al massimo quella che abbiamo. Ma bisogna farlo in maniera concreta rivedendo per esempio gli acquedotti che in alcuni casi sono veri e propri colabrodo con perdite che arrivano anche al 50%".

 

E proprio in questa direzione si muove una domanda elaborata da 27 Comuni del bacino Bim del Sarca che hanno richiesto ben 167 milioni di euro all'interno del contesto dei finanziamenti del Pnrr per andare a migliorare la rete degli acquedotti. "La domanda è stata accolta – spiega il presidente di FederBim – il che non vuol dire certo che le risorse richieste arriveranno, ma che quantomeno è stata riconosciuta la validità tecnica del progetto”.

 

Altro tema affrontato è quello dei bacini artificiali (Qui articolo). "I bacini per l'innevamento possono essere utili anche in estate, per esempio per l'agricoltura. Non parliamo di un concetto astratto, ma necessario e che merita di essere trattato senza preconcetti e con un'attenta pianificazione”. Tra le questioni da approfondire c'è anche quello dell'agricoltura e dell'importanza di passare a sistemi d'irrigazione che sprechino meno risorsa idrica.

 

“Bisogna spingere verso investimenti per il risparmio in agricoltura per impianti a goccia e non 'a pioggia' per esempio. E' necessario lavorare però anche per un'analisi dettagliata della tipologia di piantagioni che si vanno a realizzare, scegliendo in futuro quelle compatibili con la quantità di risorsa idrica disponibile", conclude Pederzolli.

 

Negli ultimi giorni la Conferenza Stato-Regioni ha dato inoltre il via libera al decreto riguardante il riparto dei fondi del Pnrr destinati all'innovazione nel settore della meccanizzazione agricola e alimentare e per l'ammodernamento dei frantoi oleari: 500 milioni di euro in tutto i fondi messi sul tavolo (400 per la prima voce e 100 per la seconda), dei quali poco più di 5 saranno destinati al Trentino (Qui articolo).

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