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Una mostra en plein air e ad alta quota: inaugurato il ''Sentiero della Fotografia'' per riflettere sulla bellezza e sulla fragilità della montagna

Un modo di descrivere e di riflettere sulla montagna, con le sue bellezze e fragilità. Gli scatti di un grande autore sono stampati in formato gigante e inseriti in enormi cornici di legno locale. Il presidente dell'Apt val di Sole, Luciano Rizzi: "Un progetto innovativo che incarna perfettamente il nostro impegno per rendere la cultura elemento strategico per lo sviluppo del turismo"

La mostra “Sentiero della Fotografia” in Val di Sole (Martina Valentini)
Pubblicato il - 03 agosto 2022 - 22:13

VAL DI SOLE. Una mostra en plein air e ad alta quota nei luoghi suggestivi del Parco dello Stelvio. Un modo originale di descrivere e riflettere sulla montagna, con le sue bellezze e fragilità. Ecco il “Sentiero della Fotografia”, nel quale gli scatti di un grande autore sono stampati in formato gigante e inseriti in enormi cornici di legno locale.

 

"Il Sentiero della fotografia rappresenta un progetto innovativo che incarna perfettamente il nostro impegno per rendere la cultura elemento strategico per lo sviluppo del turismo", spiega Luciano Rizzi, presidente dell’Azienda per il turismo Val di Sole, promotrice insieme ai comuni del territorio del progetto che è stato poi realizzato dall’impresa culturale Suazes, con la collaborazione di Magnum Photos e Castello del Buonconsiglio e Canon, partner culturale del progetto.

Un ghiacciaio alpino, con sullo sfondo i teloni che lo proteggono; una diga d’alta quota che raccoglie l’acqua per fornire energia rinnovabile a un’intera valle. Poi molte altre inquadrature che descrivono, con tutta la potenza delle immagini, la realtà e la vita della nostra montagna. Bella, fragile, misteriosa. E mai come ora - tra siccità e cambiamenti climatici - in bilico tra sviluppo e pericolo. Il tutto, racchiuso in un percorso espositivo en plein air mai realizzato finora: è infatti distribuito tra i 700 e 2.000 metri di altitudine, lungo alcuni sentieri e luoghi particolarmente significativi della val di Sole e del Parco nazionale dello Stelvio.

 

L’autore dei 12 scatti selezionati per realizzare il “Sentiero della Fotografia” è Jérôme Sessini, fotografo francese di fama internazionale che ha lavorato per raccontare i molti conflitti del Medio Oriente, la violenza legata alla droga nelle strade del Messico, le proteste in Ucraina, la crisi degli oppioidi negli Usa e la condizione delle minoranze indigene in Cambogia, brand ambassador di Canon.

In Val di Sole, Sessini è stato invitato per una residenza durata una settimana. Obiettivo: raccontare la montagna da diverse angolature, valorizzandone il patrimonio umano, svelando storie, tradizioni, impegno, scelte di vita e visioni per il futuro.

 

La scelta del fotografo francese di origini italiane non è casuale: “Sono nato e cresciuto nell’est della Francia, nel dipartimento di Vosges, un luogo montano", dice il fotografo. “Ho iniziato da autodidatta a vent’anni fotografando i paesaggi e le persone delle mie terre. Questo lavoro in val di Sole mi ha permesso di lavorare in un contesto che è parte integrante della mia vita e che conosco bene: la forza e il silenzio delle montagne. Ha rappresentato un vero e proprio ritorno alle origini”.

 

Il Sentiero della fotografia rappresenta un progetto unico nel suo genere dove un fotografo interpreta, con la propria sensibilità, un territorio e le sue genti e quello che ne emerge viene offerto a tutti esponendo queste fotografie d’autore in scenari unici per la loro bellezza naturalistica, sempre fruibile fino all’arrivo dell’inverno.

 

“L’intento di questo progetto - spiega il curatore, Marco Minuz - non è solo quello di leggere un territorio sotto nuovi punti di vista, ma favorire, negli stessi contesti dove sono nate le fotografie, un’educazione al vedere, all’osservare e a riflettere sul valore del vivere in montagna e riflettere sulle sfide di questi territori. Il lavoro di Jerome, così silenzioso, s’integra perfettamente nel contesto montano e favorisce la consapevolezza dei luoghi”.

Le fotografie di Sessini, (11 in bianco e nero e una a colori), ci forniscono una nuova lettura di queste montagne. Foto non urlate e appariscenti, ma silenziose che cercano di entrare in sintonia con la sostanza del vivere in alta quota e dei tempi annessi. Coloro che s’imbatteranno, in maniera più o meno consapevole, in queste fotografie saranno accompagnati a leggere in maniera più intima le montagne che amano. Il Sentiero sarà individuabile grazie ad una mappa realizzata per l’occasione e al sito www.ilsentierodellafotografia.eu che offrirà anche materiali extra per approfondire il progetto.

 

“Questo progetto culturale è un esempio di come il turismo possa essere utilizzato come viatico per diffondere le migliori espressioni artistiche” commenta Roberto Failoni, assessore al turismo della Provincia di Trento, che patrocina l’iniziativa. “È un modo per valorizzare la bellezza delle nostre valli, facendone conoscere le peculiarità attraverso gli occhi e la sensibilità di un grande fotografo. Un modo originale per accrescere al tempo stesso la qualità della nostra offerta turistica”.

 

La tredicesima postazione dedicata alle “persone della vallata” è allestita presso la cappella del Castello di Caldes, arricchendo così il percorso espositivo della mostra “Vivere in alto - Uomini e montagne dai fotografi di Magnum, da Robert Capa a Steve McCurry”, aperta al pubblico fino al 9 ottobre prossimo. Un percorso che racconta vari aspetti del delicato rapporto dell’uomo con la montagna tramite le fotografie dei membri dell’Agenzia Magnum Photos.

 

“Aver portato in Trentino un artista del livello di Jérôme Sessini, esponente di una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo, conferma l’attrattività del nostro territorio", conclude Mirko Bisesti, assessore alla Cultura della Provincia di Trento. “Ma questo risultato, insieme alla suggestiva mostra ospitata a Castel Caldes e al Sentiero della Fotografia, sono la prova di ciò che è possibile raggiungere quando tutte le istituzioni locali e culturali del nostro territorio cooperano positivamente”.

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