Contenuto sponsorizzato

''Molti giovani digitano sui tasti e si lamentano che non funziona'', al Garibaldi, sull'Adamello, lo smartphone non prende ma ci si affida al ''vecchio'' telefono fisso

È l'unica possibilità di contatto in caso di emergenza, il telefono fisso (e rigorosamente) vintage presente da più di 30 anni nel rifugio Garibaldi all'Adamello. Un cimelio che rende alcuni nostalgici, mentre riempie i più giovani di dubbi in merito al suo utilizzo 

Di Sara De Pascale - 05 agosto 2022 - 18:29

BRESCIA. C'è un luogo in val Camonica, sul gruppo dell'Adamello, dove il cellulare non prende e non resta quindi che affidarsi a un telefono fisso dai connotati indubbiamente vintage, ma ancora perfettamente funzionante. Questo, il prezioso cimelio che il rifugio Garibaldi all'Adamello custodisce e del quale non può fare a meno, "perché l'unica linea che arriva a quota 2550 metri è la Wind, che prende soltanto se si scende un po' verso valle", spiega Odoardo Ravizza, gestore della struttura da ben 21 anni.

 

"In questo rifugio ci bazzico da più di 30 anni - racconta Ravizza - i miei primi 10 li ho fatti da dipendente, per poi diventare gestore. Quando arrivai qui, questo telefono già c'era, quindi è sicuramente qui da oltre tre decenni", dichiara. 

 

Un oggetto, quello che permette agli escursionisti di contattare amici e parenti ma anche ai gestori di intercettare i soccorsi a valle (in caso di emergenza), che se in alcuni scaturisce sentimenti di nostalgia "ripensando al telefono della nonna", nei più giovani desta invece stupore e all'occorrenza crea anche qualche difficoltà, soprattutto nei ragazzi "che tentano di digitare il numero utilizzando l'apparecchio come se avesse una classica tastiera - spiega il rifugista divertito - prontamente poi vengono da me a dirmi che non funziona". 

 

Così, il gestore del rifugio Garibaldi all'Adamello racconta gli aneddoti e avventure del radiotelefono che da lungo tempo ha trovato dimora nella struttura e che viene alimentato da pannelli solari, cosa che non garantisce il servizio nei giorni di maltempo: "Quando c'è il sole, come oggi, non abbiamo problemi, mentre quando spunta qualche nuvola c'è la possibilità che la comunicazione venga interrotta o che si senta male - sottolinea Ravizza - questo non toglie che, spesso, il mancato funzionamento dell'apparecchio sia dovuto al fatto che non viene utilizzato nel modo corretto. Spiego infatti di frequente ai giovani che per comporre il numero da chiamare bisogna introdurre un dito nel foro del disco combinatore (corrispondente alla cifra da selezionare), e far poi ruotare il disco in senso orario: cosa che, poi, fa finalmente (e magicamente) funzionare il telefono". 

 

"Questo apparecchio è l'unico a nostra disposizione in caso di emergenza", commenta Ravizza mentre lo utilizza per raccontare a Il Dolomiti la realtà di molti rifugi di montagna, dove spesso i cellulari non garantiscono una buona connessione: "Lo usano in molti, soprattutto per avvisare a casa che sono arrivati - conclude il rifugista - è un telefono pubblico e finché rimarrà tale continueremo a tenerlo con noi". 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 13 agosto 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
18 August - 19:42
Nel cimitero militare austro-ungarico sono presenti circa 870 tombe di sodati caduti durante la prima e la seconda Guerra mondiale: in questo luogo [...]
Cronaca
18 August - 18:29
Quest’anno all’istituto alberghiero di Levico Terme l’informatica è stata assegnata alla docente di religione. Il dirigente Samaden: “Alla [...]
Montagna
18 August - 19:35
Era nata l'ipotesi di correre la Pedavena - Croce d'Aune senza i 3 chilometri finali dentro il Parco Dolomiti Bellunesi ma gli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato