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La cronoscalata non si farà. Il Parco dice no alla gara dentro i suoi confini e gli organizzatori alzano bandiera bianca: ''Insostenibile senza quei 3 chilometri''

Era nata l'ipotesi di correre la Pedavena - Croce d'Aune senza i 3 chilometri finali dentro il Parco Dolomiti Bellunesi ma gli organizzatori hanno stimato come insostenibile economicamente l'evento in forma ridotta. Ecco perché

Di Luca Pianesi - 18 agosto 2022 - 19:35

PEDAVENA. Alla fine la cronoscalata Pedavena – Croce d’Aune, gara automobilistica in salita, giunta alla 39esima edizione, che da programma si sarebbe dovuta correre nel weekend tra il 2 e il 3 settembre, non ci sarà. ''Cari amici - comunica il comitato organizzatore - sono stati 2 giorni intensi dove ci siamo riuniti più volte per cercare di dare continuità in qualsiasi modo e maniera alla manifestazione. L’ultima cosa che volevamo era arrendersi e non lo faremo. Purtroppo dobbiamo per quest’anno alzare bandiera bianca''.

 

La vicenda ve l'abbiamo raccontata in questi giorni. In un'epoca caratterizzata sempre più dai cambiamenti climatici e dai problemi connessi a quanto le attività umane provocano, il Parco Dolomiti Bellunesi ha aggiornato il suo regolamento, dopo un iter lunghissimo e che ha visto la concertazione di tutti, i Comuni della Comunità del parco, della Provincia di Belluno, di 5 Unioni montane e della Regione Veneto. Ebbene proprio per rispettare almeno le aree tutelate nell'areale del parco stesso è stato deciso con il ''nuovo'' articolo 29 di vietare espressamente lo svolgimento di qualsiasi manifestazione agonistica a motore.

 

 La cronoscalata, però, terminava proprio dentro il Parco attraversandolo per circa 3 chilometri. Gli organizzatori dell'evento hanno subito fatto ricorso al Tar contro il ''no'' espresso loro dal Parco per questa edizione (e a loro si sono affiancati politici come Dario Bond che ha giustificato la necessità di una deroga perché l'evento porta indotto, come se la tutela dell'ambiente fosse sempre procrastinabile in cambio di entrate)e poi hanno valutato l'opzione di ridurre di tre chilometri la corsa. Ma proprio questa opzione si è dimostrata impraticabile e li ha condotti ad alzare bandiera bianca.

 

''Il rischio di creare anche un buco economico incolmabile è altissimo - spiegano - e le poche forze finanziarie disponibili, ricordiamo che siamo un’associazione di volontariato, abbiamo deciso di riservarle per il ricorso. Le speranze di questi giorni hanno lasciato spazio all’amarezza delle decisioni prese non solo da noi. Siamo noi i primi ad esser delusi, ma come detto purtroppo non potevamo far altrimenti''.

 

Tra le motivazioni il fatto che ''il tracciato limitato ai confini del Parco avrebbe lunghezza di 4,3km. Sul punto manca, però, ogni spaio per la posa in opera degli apprestamenti del traguardo''; poi ci sono le questioni di sicurezza legato alle corsie di decelerazione della auto e ''il costo delle cautele sarebbe notevole a fronte inoltre di minori entrate''; ''il percorso assentito non è in grado di ospitare sufficienti postazioni riservate al pubblico che non potrebbe essere distribuito lungo tutto il tracciato''; la corsa, poi, non avrebbe alcuna validità per gli organi sportivi nazionali il che comporterebbe ''una riduzione della tassa di iscrizione e minor interesse per gli sponsor''; ''la data assegnata del 14-15 ottobre si colloca a fine stagione agonistica e (...) è verosimile una diminuzione anche del numero di partecipanti''.

 

Insomma quest'anno la corsa non ci sarà ma la via giudiziaria vuole essere quella che permetta il prossimo anno di tornare a correre anche dentro al Parco. ''Non si tratta di una resa - concludono gli organizzatori - né tantomeno di una abdicazione a favore di altre associazioni interessate all'organizzazione. La Pedavena è di Pedavena e siamo sicuri tutto si sistemerà''. 

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