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I soccorsi lo salvano a quota 4mila metri sulla via chiusa per pericolo di crolli, denunciato un alpinista sul Cervino

L'uomo stava scalando la via normale italiana chiusa dal 3 agosto dopo dei grossi crolli avvenuti dalla Testa del Leone (e sconsigliata dalle guide già dal 20 luglio) 

La frana del 2 agosto
Pubblicato il - 16 agosto 2022 - 13:20

CERVINO. Ha chiamato i soccorsi perché bloccato tra i pietroni della via normale italiana sul Cervino ed è stato salvato dal soccorso alpino. Il problema? Che quella via è chiusa dal 3 agosto e sconsigliata dal 20 luglio scorso. Lo spiegavano a il Dolomiti le guide alpine del Cervino e di Courmayeur. all'indomani della decisione: sospese le salite per ragioni di sicurezza. "I rischi sono due: la caduta di pietre di grosse dimensioni e sui ghiacciai il crollo dei ponti di neve sopra i crepacci, viste le alte temperature e la poca neve", chiariva il presidente delle guide alpine italiane Martino Peterlongo.

 

Sabato 13 agosto, però, un alpinista di nazionalità polacca è rimasto bloccato proprio lungo la via normale italiana al Cervino. L’uomo si trovava a oltre 4000 metri di quota, nella zona del Pic Tyndall (4.241 metri), anticima del Cervino. Il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia, intervenuto nel recupero in elicottero, ha avvisato il Corpo forestale valdostano che ha provveduto a identificare l’alpinista per richiedere il pagamento dell’intervento, in quanto trattatosi di salvataggio di un illeso.

 

Inoltre per l’uomo è scattata una denuncia per violazione dell’ordinanza che vieta la salita lungo la Normale italiana, firmata dal sindaco di Valtournenche (AO), Jean Antoine Maquignaz, lo scorso 3 agosto, all’indomani dell’importante distacco di pietre verificatosi nella zona della Testa del Leone. L’uomo risulta essere il primo alpinista scoperto a violare tale ordinanza.

 

Si tratta del primo scalatore scoperto a violare l'ordinanza di chiusura temporanea disposta dopo il crollo di pietre e rocce dalla Testa del Leone del 2 agosto scorso, quando si era reso necessario trarre in salvo 13 alpinisti che stavano scalando la montagna. Anche se già dal 20 luglio scorso, come detto, le guide alpine avevano deciso di sospendere le ascese.

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