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Grossa frana sul Cervino, elicotteri in azione per verificare se ci sono persone coinvolte. Evacuate tre cordate

Il grosso distacco di pietre si è verificato intorno alle 17.30 ed è sceso lungo la via normale di risalita italiana. Proprio quella via il 20 luglio era stata ritenuta pericolosa dalle guide alpine che avevano deciso di sospendere le salite anche se sono numerosi gli escursionisti che si avventurano comunque sulla ‘Gran Becca’

Foto Ansa Aosta
Pubblicato il - 02 agosto 2022 - 19:23

CERVINIA. Soccorso alpino in azione in elicottero per verificare che non ci siano persone coinvolte e dalle prime informazioni, parrebbe essere così. Si stanno, comunque, recuperando tre cordate di alpinisti che si trovavano a monte della frana rimasti bloccati dopo il crollo. Questo pomeriggio, infatti, intorno alle 17.30 sul Cervino si è verificato un grosso crollo di pietre dalla Testa del Leone (quota 3.715 metri).

 

La frana è precipitata a valle lungo la linea di salita della via normale di ascesa italiana, tracciato attraverso il quale, proprio per il rischio di distacchi, qualche giorno fa le guide alpine avevano deciso di sospendere le salite. "I rischi sono due - spiegava il 21 luglio a il Dolomiti il presidente delle guide alpine Martino Petrolongo - la caduta di pietre di grosse dimensioni e sui ghiacciai il crollo dei ponti di neve sopra i crepacci, viste le alte temperature e la poca neve. Sono dei fenomeni che si verificano solitamente dalla metà di agosto. Quest'anno è tutto anticipato di un mese". E forse proprio questa decisione ha salvato la vita a diversi potenziali scalatori.

 

La nube provocata dal distacco si è alzata altissima dalla montagna ed è risultata ben visibile a valle anche a chilometri di distanza. Subito è stato attivato il soccorso alpino valdostano che è intervenuto sul posto con l'elicottero. Una cordata in fase di discesa era più in basso del crollo e non è stata coinvolta. Circa 30 minuti prima del distacco la cordata era stata vista con il binocolo dalla Guardia di finanza di Cervinia, che dopo il crollo ha richiesto il sopralluogo in elicottero. I due alpinisti impegnati nella discesa hanno riferito ai tecnici dell’elisoccorso di non aver visto altri scalatori dietro di loro, ma questa segnalazione è in via di approfondimento.

 

E’ possibile che dei soccorritori si recheranno al bivacco Capanna Carrel (3.830 metri) - dove ora si trovano alpinisti che hanno intenzione di attaccare domani la vetta - per raccogliere informazioni in merito ad eventuali altri cordate che potrebbero essere state impegnate nella discesa. Nonostante lo stop deciso dalla guide alpine a causa delle condizioni legate alla siccità – valido anche sul versante svizzero e su alcune vie di salita sul massiccio del Monte Bianco – sono diversi gli alpinisti che si avventurano sulla ‘Gran Becca’.

 

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