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"Cammino nel bosco per raggiungere i pazienti": la storia di Damiano Marasca, medico di base fra le montagne

Fare il medico di base in montagna è faticoso ma allo stesso tempo gratificante. Di questo, ne è convinto anche Damiano Xavier Marasca, che ha deciso di lavorare in valle Orco (Piemonte), dove è possibile "fare davvero la differenza" 

A destra, foto dal Comune di Locana
Di Sara De Pascale - 05 ottobre 2022 - 18:47

TORINO. Abbondanti pascoli, boschi centenari e quasi cento frazioni: così si presenta Locana, borgo in valle Orco, nel cuore del parco nazionale Gran Paridiso, dove qualche anno fa iniziava la storia di una allora guardia medica che sceglieva di stabilirsi lì, affascinato dalle bellezze della montagna e "da quello speciale spirito che accomuna i suoi abitanti", confessa lo stesso protagonista del racconto. Un paese che ha "rapito" e trattenuto (e lo farà sicuramente a lungo) Damiano Xavier Marasca, il quale ha recentemente coronato il proprio sogno, divenendo il medico di base di Sparone, Locana, Noasca e Ceresole.

 

"Non mi pento della scelta fatta", esordisce fin da subito Marasca, raccontando la propria avventura, cominciata tre anni fa quando approdava in montagna dopo una vita vissuta in pianura: "Ho sempre amato le escursioni in quota, la montagna e lo spirito delle persone che la abitano, scoperto in particolare quando nel 2019 arrivavo a Locana, dove fino a poco tempo fa lavoravo come guardia medica: un luogo che ha fin da subito rapito il mio cuore – svela a Il Dolomiti – a affascinarmi, non soltanto le bellezze del territorio ma anche la disponibilità della gente e delle istituzioni, che mi hanno condotto a pensare che sarei voluto rimanere qui".

 

Un sogno, quello di Marasca, concretizzatosi a maggio 2022, "quando diventavo ufficialmente medico di base di Locana e delle sue frazioni: è un lavoro impegnativo – ammette – mi muovo fra 5 ambulatori (tutti messi a disposizione dall’amministrazione locale) e giornalmente effettuo innumerevoli visite a domicilio, soprattutto per chi non ha la possibilità di spostarsi come gli anziani. Viaggio da una frazione all'altra, passando da paesini che combattono contro lo spopolamento a zone in cui le case si disperdono nella vegetazione". 

 

Una vera e propria avventura, quella che il 33enne piemontese da qualche tempo a questa parte vive e che lo conduce anche a "inoltrarmi nel bosco per raggiungere dimore sperdute di chi necessita ad esempio un certificato medico e non ha la possibilità di venirlo a ritirare", spiega. Un lavoro che, per quanto stancante, unisce l’amore di Damiano per la montagna e le escursioni a quello che nutre per una professione fattasi oggi "più che mai, gratificante".

 

Gli abitanti della valle Orco, le cui case si sparpagliando fra prati o si lasciano nascondere da fitti boschi, "sono persone che apprezzano davvero anche i piccoli gesti e non danno nulla per scontato", dichiara il dottore, sottolineando che "in tutta la valle siamo soltanto in due a offrire il servizio di medico di base: questo, ci rende un vero e proprio punto di riferimento per la comunità, cosa che invece nelle grandi città non avviene".

 

Gratificazione: la parola chiave del racconto di un medico "di montagna", che ogni giorno sente pronunciare la parola "grazie, che attribuisce valore a quanto faccio e che dimostra quanto i pazienti apprezzino". Esercitare in quota ha infatti per Damiano "un fascino che altri luoghi non presentano: ho sempre preferito aree periferiche rispetto a quelle  urbane e questo, soprattutto per cercare di fare la differenza - conclude - in futuro? Guardo avanti e mi vedo ancora qua".

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