Contenuto sponsorizzato

“Caduti a valle dai 100 ai 200 metri cubi di roccia, il cambiamento climatico può contribuire ai crolli”: le parole dei tecnici dopo la frana nel Gruppo della Marmolada

Il distacco è avvenuto nel pomeriggio di ieri (16 agosto) verso la valle di San Nicolò da Cima dell'Uomo. Il materiale, le prime stime parlano di circa 100-200 metri cubi di roccia, è caduto a valle da una quota di circa 3mila metri. Il dirigente del servizio geologico della Pat Mauro Zambotto: “Si tratta di fenomeni naturali, ma i cambiamenti climatici possono contribuire tra piogge abbondanti e arretramento del permafrost”

Di Filippo Schwachtje - 17 agosto 2022 - 13:17

TRENTO. “Fenomeni come questo sono naturali sulle Dolomiti, la cui peculiare morfologia è determinata in parte proprio dai crolli che si verificano in quota: i cambiamenti climatici però, tra piogge intense e arretramento del permafrost, possono contribuire. Le cause principali però restano la fratturazione della roccia e l'azione della forza di gravità”. Sono queste le parole del dirigente del servizio geologico della protezione civile della Pat Mauro Zambotto, dopo il crollo che nella giornata di ieri si è verificato nel Gruppo della Marmolada, a Cima dell'Uomo (Qui Articolo).

Secondo le prime stime verso la valle di San Nicolò sarebbero precipitati tra i 100 ed i 200 metri cubi di roccia. Il crollo, ha detto Zambotto, si è verificato a circa 100 metri dalla cima: a staccarsi dalla montagna è stata una placca rocciosa omogenea, che poi si è frantumata nella sua discesa verso il suolo. L'evento non ha fortunatamente coinvolto persone, come i tecnici hanno potuto chiaramente verificare vista l'assenza di spessori consistenti di materiale a valle.

 

“La percezione – ha detto Zambotto – è che questi fenomeni siano sempre più frequenti, ma in realtà sono naturali: le Dolomiti hanno la loro conformazione proprio perché sono soggette a frequenti crolli”. Al momento le autorità hanno specificato che la situazione è tornata più o meno alla normalità, il che non vuol dire però che in futuro non si possano verificare nuovi crolli. Nelle vicinanze comunque, ha sottolineato il dirigente del servizio geologico: “Non ci sono vie escursionistiche. È probabile che nei prossimi anni ci siano nuovi piccoli crolli ma questa è la situazione su tutte le Alpi e nessuno può controllare l'intero arco alpino. Forse la percezione di questi fenomeni è maggiore perché oggi ci sono molte più frequentazioni, e quindi si percepisce di più".

 

Proprio a Cima dell'Uomo il 23 agosto si svolgerà un nuovo sopralluogo per il monitoraggio del permafrost, ha sottolineato Zambotto precisando come, in passato, altri crolli siano avvenuti proprio perché il permafrost sta arretrando: “Ma le cause di questi fenomeni possono essere anche le piogge intense, che caricano di acqua le fratture e aumentano la pressione sulla roccia”. In generale, insomma, i cambiamenti climatici possono essere uno dei fattori che aumenta il rischio, ma le cause principali sono “le crepe nelle rocce e l'azione della forza di gravità”, ha concluso Zambotto, specificando come, tra il crollo di singoli massi e fenomeni più massivi, la montagna generi sempre dei pericoli: “Se poi quei pericoli sono conclamati si può pensare di prendere provvedimenti come diversioni di sentieri, spostamenti e chiusure in caso di problemi particolari”.

Contenuto sponsorizzato
Edizione del 5 ottobre 2022
Telegiornale
05 ott 2022 - ore 21:56
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 ottobre - 19:41
In un solo mese sono più di 150 le persone che si rivolgono al centro di raccolta Tabita per avere un aiuto concreto: “Sono quasi tutti senza [...]
Cronaca
06 ottobre - 19:47
Lo sversamento sarebbe stato causato dal danneggiamento di una vecchia cisterna. Sono in corso le operazioni di bonifica da parte dei vigili del [...]
Politica
06 ottobre - 18:00
Dai costi della materie prime aumentati del 35% alle aree inquinate di Trento nord, Sinistra Italiana lancia l’allerta [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato