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Tamara Lunger in Pakistan per insegnare alle bambine ad arrampicare. Il progetto era voluto da Juan Mohr, morto sul K2

Questa bellissima iniziativa rientra nel progetto "Climbing for a Reason". L'alpinista altoatesina Tamara Lunger: "Vedere queste ragazze così timide che ora dopo ora guadagnano sempre più fiducia in se stesse ed esprimono liberamente il loro entusiasmo è un’emozione indescrivibile"

Di Lucia Brunello - 03 agosto 2021 - 19:37

PAKISTAN. Si chiama Climbing for a Reason il progetto senza scopo di lucro che cerca in diverse parti del mondo di avvicinare le persone con un basso reddito, ma specialmente i bambini, ad avvicinarsi all’arrampicata. Un progetto molto importante, fortemente voluto e sostenuto dall’alpinista Juan Pablo Mohr, tragicamente deceduto sul K2 lo scorso 5 febbraio insieme a Ali Sadpara e John Snorri, nel tentativo di scendere l’Ottomila una volta raggiunta la cima (qui articolo).

 

L’altoatesina Tamara Lunger, grandissima amica di Mohr, ha deciso di fare ritorno in Pakistan dopo la difficile esperienza di questo inverno, proprio per portare avanti questo progetto.

 

Climbing for a Reason realizza delle pareti artificiali in una scuola o un luogo pubblico tenendo delle lezioni base di arrampicata e di sicurezza alle persone del luogo, per poi donare tutte le attrezzature necessarie per la futura pratica.

 

Come detto, il progetto ha raggiunto il Pakistan, più nello specifico nella Shigar Valley e in questo caso avrà un qualcosa di davvero speciale. Sia perché è portato avanti in onore di Juan Pablo Mohr, ma anche perché il principale obiettivo sarà quello di insegnare ad arrampicare alle donne e bambine.

“Siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a lavorare anche con molte ragazze, cosa non scontata viste le linee guida musulmane”, ha detto Naila Yasmeen, membra dell’organizzazione in Pakistan. “I bambini, ragazze e ragazzi, ogni giorno venivano a casa mia e mi chiedevano quando sarebbe arrivata la squadra. La loro gioia è grande e non vedevano l’ora”.

 

“Sono così felice che non abbiamo mollato nonostante tutti gli ostacoli e che siamo riusciti a venire qui in Pakistan a dare il via al progetto Climbing for a reason”, ha scritto l’alpinista Tamara Lunger in un post su facebook. “Vedere queste ragazze così timide che ora dopo ora guadagnano sempre più fiducia in se stesse ed esprimono liberamente il loro entusiasmo è un’emozione indescrivibile”.

“E fa da contrappeso al dolore rinnovato per JP (Juan Pablo Mohr, ndr), che dovrebbe essere qui con noi. Ci siamo trovati qui per questa cosa molto bella e ce la metteremo tutta per creare che duri e regali gioia, passione e magari un futuro promettente”.

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