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In bici sul ghiacciaio e la foto scatena le polemiche (''l'ultima follia dell'estate'') ma era l'impresa di due esperti che si preparavano da mesi

La foto è diventata virale ed è stata ripresa anche da molti giornali nazionali per stigmatizzare il comportamento delle due persone ritratte sul Breithorn. Ma si trattava di un'impresa con protagonista il responsabile della Scuola Italiana di Mtb in Piemonte per promuovere la costruzione di pozzi in Burkina Faso aiutando la onlus ‘Acqua nel Sahel’. Ecco cosa è successo

Di Luca Pianesi - 10 agosto 2021 - 13:06

MONTE ROSA. Una foto pubblicata sui social e immediatamente rilanciata, anche dai grandi giornali, bollando quanto mostrato come ''l'ultima follia dell'estate''. Nell'immagine un uomo che spinge una bicicletta sul ghiacciaio del Breithorn (che si trova nella catena del Monte Rosa) trainato con una corda da un'altra persona che si trova qualche metro avanti a lui.

 

La pioggia di commenti di insulti e critiche è stata violenta e d'altronde è vero che negli ultimi tempi se ne stanno vedendo di tutti i colori in quota tra persone in calzoncini e scarpe da ginnastica che affrontano i ghiacciaia ai tantissimi impreparati che sfidano montagne anche impegnative e poi si arrendono facendosi venire a prendere dai soccorsi (non per niente nelle ultime settimane sono stati molti gli appelli del Soccorso alpino a non sottovalutare la montagna e ad affrontarla sempre con le attrezzature adeguate e la preparazione necessaria, tra l'altro anche proprio per comportamenti sbagliati sul Breithorn  QUI ARTICOLO).

 

Questa volta, però, il protagonista di quella foto non era uno sprovveduto ciclista trovatosi all'improvviso in mezzo alle neve a oltre 4.000 metri di quota, accompagnato da un amico, alpinista improvvisato, che con un cordino lo aiutava a farsi strada sul ghiacciaio. Era Mauro Cesarone guida della Scuola italiana di Mountain bike della quale è il responsabile in Piemonte e tra i fondatori dell'associazione Bike&more, accompagnato dal maestro di sci qualificato Denis Boudoin e insieme stavano compiendo un'impresa che preparavano da mesi: raggiungere la vetta più alta del Breithorn (4.165 metri) per promuovere la costruzione di pozzi in Burkina Faso aiutando la onlusAcqua nel Sahel’ del vescovo emerito di Pinerolo Pier Giorgio Debernardi.

 

E così da molto tempo i due si stavano allenando per riuscire a portare a termine questa complicata avventura e già da qualche giorno si trovavano in zona (tra Cervinia, il Monte Rosa etc) per acclimatarsi, abituare l'organismo, studiare i tracciati, fare delle ricognizioni per valutare criticità e pericoli. Poi giovedì 5 agosto sono riusciti ad affrontare l'impresa. Un'impresa raccontata in questo post qui sotto. Insomma altro che ''l'ultima follia dell'estate'' ma un progetto dalla finalità benefica con alle spalle tanto lavoro e professionalità. Certe cose non si possono improvvisare anche perché la montagna, soprattutto in certi contesti, rischia di non perdonare ''follie dell'estate'' così estreme. Della serie: ''don't try this at home''. 

 

 

 

 

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