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Levico Terme riparte da Mario Malossini alla presidenza: ''Sono stati anni difficili tra Covid e crisi: le imprese hanno sofferto. Un obiettivo? Ritrovare coesione tra i soci''

E' stato un anno di cambiamenti per Levico Terme Spa, Malossini succede alla presidenza di Bommassar, la quale resta in Cda: "Fondamentale farsi trovare pronti al bando di gestione. Ci attendono tante sfide impegnative". Il sindaco Gianni Beretta: "Il Comune c'è e farà la sua parte: ci sono tutte le possibilità di rilancio e di andare avanti con fiducia"

Di Luca Andreazza - 13 agosto 2022 - 19:16

LEVICO TERME. E' Mario Malossini il nuovo presidente di Levico Terme Spa, raccoglie il testimone da Donatella Bommassar che lascia dopo 15 anni alla guida dello stabilimento. 

 

"E' una scelta valida perché già conosce l'ambiente e porta tanta esperienza", commenta Gianni Beretta, sindaco di Levico. "Le terme sono fondamentali e rivestono un ruolo importantissimo nella nostra storia. L'amministrazione conferma il sostegno e la disponibilità a fare la propria parte: non solo in materia autorizzazioni, abbiamo predisposto una nuova viabilità e c'è il progetto di migliorare i giardini Salus. Vogliamo assolutamente valorizzare e salvaguardare questo patrimonio della comunità".

 

Un nuovo cambiamento ai vertici della società termale in questo 2022: Claudio Alì ha lasciato il ruolo di direttore per assumere quello in Asis Trento, il 28 luglio scorso la nomina di Malossini a guidare il Consiglio d'amministrazione. Entrambi sono rimasti comunque all'interno della governance. 

 

"Ringrazio Bommassar per essere rimasta nella squadra di vertice - dice il neo presidente Malossini - dobbiamo renderle merito per questi anni di grandissimo impegno, passione e dedizione". Ora è già tempo di pensare, però, al futuro e una partita decisiva è quella del bando per aggiudicarsi le gestione dello stabilimento. "E' necessario arrivare preparati per vincere: le terme sono un valore aggiunte per Levico e per il Trentino. Inoltre ci sono tantissime potenzialità".

 

Le terme sono reduci da un periodo complessissimo. Prima il lockdown e le limitazioni causate dall'epidemia Covid; poi la crisi energetica e l'impennata dei costi. La società, conti alla mano, si è trovata a dover rinunciare a firmare la convenzione con la Provincia dell'accordo per realizzare con il project financing un nuovo Centro medical wellness, un accordo che avrebbe consentito di avere la gestione dello stabilimento per 25 anni. 

 

"La rinuncia è stata sofferta e ragionata. Oltre i costi non più sostenibili - evidenzia Malossini - il progetto in partenariato pubblico-privato appare troppo complesso e non era più una strada economicamente percorribile per cause esterne. Ma l'obiettivo deve essere quello di rimettere in gioco quell'idea con criteri più sostenibili per sviluppare percorsi medici, di cura e di benessere. E' un tema sicuramente da affrontare".

 

Oltre a Malossini, Alì e Bommassar, completano il Cda Monica Carlin e Alberto Passerini. "Un obiettivo è quello di ricompattare bene gli operatori, che sono i protagonisti di questa realtà. E' fondamentale rilanciare le terme e allargare la compagine sociale. C'è da farsi trovare pronti alla partecipazione al bando ma in generale ci attendono sfide davvero impegnative: c'è sempre stata la volontà di affrontare i problemi e le situazioni, per questo vogliamo ritrovare una coesione tra i soci".  

 

Le terme sono, quindi, attese a un cambio di passo. Accantonare alcuni malumori e ritrovare slancio. "La Spa è sostanzialmente privata e composta prevalentemente da operatori locali. Negli anni scorsi sono intervenuti con 60 mila euro a testa per ricapitalizzare la società e, per questo, devono essere ringraziati perché si sono messi in gioco per primi. E' chiaro che non è un periodo semplice: il Comune non è nella compagine sociale, non siamo all'interno dell'ente ma un po' di indebitamento, anche per i costi di gestione, sarebbe normale. Tutte le aziende hanno sofferto questi tre anni tra emergenza Covid e crisi varie", dice Beretta, mentre Malossini aggiunge: "Le imprese hanno sofferto e questo si può ripercuotere anche sulla società. Ma in questi mesi di ripresa si è recuperato un trend importante e si deve avere fiducia".

 

C'è comunque aspettativa per potenziare e rafforzare le proposte termali. "Sono stati anni difficili, ma le terme sono un'offerta trasversale per il cliente trentino e per i turisti. In questi primi mesi si è tornati a lavorare e lo stabilimento è ritornato attrattivo. Le terme con il lago è alla base della nostra comunità e sono i punti forti di Levico in chiave economica e turistica. Negli anni ci sono stati molti investimenti sulla struttura e c'è da rimodulare il progetto wellness per trovare un equilibrio più sostenibile e per riuscire a proporre un'apertura dello stabilimento per almeno 10 mesi. Poi c'è tutta la parte medica con l'acqua forte e quella debole, con quest'ultima certificata a livello nazionale dopo un percorso importante con il nostro Comitato scientifico e il ministero. Ci sono molti aspetti che possono essere approfonditi e sviluppati, ci sono tutte le possibilità di rilancio e di andare avanti con fiducia", conclude Beretta.

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