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Inflazione e beni alimentari, Coldiretti: “Stangata a tavola da 564 euro a famiglia, un balzo che non si osservava dal 1984”

Sono queste le stime della Coldiretti in occasione della diffusione dei nuovi dati Istat sull'inflazione a luglio, che evidenziano “un aumento del 10% per i beni alimentari e le bevande analcoliche, che trainano i rincari nel carrello della spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno". Ecco i rincari per le famiglie

Di F.S. - 10 August 2022 - 16:31

TRENTO. “Il balzo dell'inflazione costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix dell'aumento dei costi energetici legato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità”. Sono queste le stime della Coldiretti dopo la diffusione dei nuovi dati Istat sull'inflazione a luglio, che evidenziano un aumento del 10% per i beni alimentari e le bevande analcoliche. Aumenti, continua l'associazione di categoria, che “trainano i rincari nel carrello della spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registrando in balzo che non si osservava da settembre 1984”.

 

I dati della Coldiretti Trentino Alto Adige parlano chiaro: i prezzi della frutta fresca o refrigerata aumentano su base annua dell'8,8%, mentre quelli dei vegetali freschi o refrigerati del 12,2%, anche a causa dell'andamento climatico anomalo che ha favorito anche le speculazioni, come nel caso dell'uva da tavola in Puglia, pagata agli agricoltori 0,5 euro al chilogrammo per poi essere venduta al supermercato a cifre fino a 4 euro”.

Pane, pasta e riso sono però gli alimenti per i quali gli italiani spenderanno complessivamente di più “con un esborso aggiuntivo di quasi 115 euro”, dice la Coldiretti regionale: sul podio poi “carne e salumi, che costeranno 98 euro in più rispetto al 2021 e le verdure (+81 euro)”. Seguono poi “latte, formaggi e uova con +71 euro e il pesce con +49 euro, davanti a frutta e oli, burro e grassi”. Ma oltre a impattare pesantemente sui bilanci familiari, l'aumento dei costi colpisce pesantemente anche tutta la filiera produttiva, a partire dalle campagne.

 

“Più di 1 azienda agricola su 10 (13%) - scrive Coldiretti Trentino Alto Adige – è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività ma ben oltre un terzo del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. In agricoltura si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio”. A spingere i rincari, secondo l'associazione, è poi anche l'aumento della “dipendenza alimentare dall'estero”, mentre nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari da oltre i confini, dal grano per il pane al mais per l'alimentazione degli animali, sono “cresciute in valore di quasi un terzo (+29%)”.

 

Per il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi, che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni. Nell'immediato bisogna poi intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro. In questo contesto è importante l'apertura del Governo alla nostra proposta sulla defiscalizzazione del costo del lavoro”.

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