Contenuto sponsorizzato

Evasione e abusi edilizi per gli appartamenti turistici. Betta: “La chiavetta usb? Farò il mio dovere nel rispetto della legalità. Residenti e lavoratori non trovano casa”

Il mercato degli alloggi turistici “fantasma” fa lievitare i prezzi degli affitti, così gli alberghi subiscono una concorrenza sleale mentre residenti e lavoratori non riescono a trovare una casa. Il sindaco di Arco: “Con questo meccanismo al ribasso si svaluta il territorio e lo si impoverisce. Se consegnerò la chiavetta? Posso dire che farò il mio dovere, nel rispetto del mio ruolo e della legalità”

Di Tiziano Grottolo - 11 luglio 2022 - 06:01

ARCO. Nell’Alto Garda un alloggio per turisti può essere venduto anche a più di 600 euro al giorno. Questo almeno il dato registrato dal software statunitense che l’Apt Garda Dolomiti ha utilizzato per mappare il mercato immobiliare degli appartamenti turistici. Sicuramente si tratta del meglio che la proposta ricettiva altogardesana può offrire ma questa è solo la punta dell’iceberg.

 

Incrociando i dati raccolti con il software e quelli presenti sulle varie piattaforme come Air B&B l’Apt ha ottenuto nomi e cognomi di chi affitta, ma anche gli indirizzi, il numero di stanze e persino i prezzi degli appartamenti turistici presenti nei comuni di Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Ledro, Dro e Drena. Sono oltre 1.700 gli alloggi occupati dai turisti, circa 300 in più di quelli che alla Provincia (dato gennaio 2021) risultavano regolarmente muniti di codice Cipat. Sarebbero invece un’ottantina quelli di cui l’Apt non è riuscita a reperire i dati in merito all’iscrizione (obbligatoria come il codice Cipat) nel registro provinciale Dtu.

 

Lo scorso marzo l’Apt Garda Dolomiti ha presentato i dati portando alla luce quelle che da alcuni sono state definite “palesi incongruenze”. A questo incontro c’erano buona parte dei sindaci della zona e i rappresentanti di alcune categorie economiche del settore ricettivo e sono state consegnate delle chiavette usb con i dati raccolti dal software statunitense. Fra gli amministratori c’è chi ha pensato di portare tutto alla guardia di finanza, altri negano di aver ritirato la chiavetta.

 

I problemi sono molteplici. Le incongruenze potrebbero essere l’indizio di una forte evasione fiscale, compreso il mancato pagamento della tassa di soggiorno. Quest’ultima è una questione che dovrebbe stare particolarmente a cuore alle varie amministrazioni visto che la tassa di soggiorno, almeno in parte, ritorna nelle casse comunali pertanto dovrebbe esserci tutto l’interesse per scoprire se qualcuno non sta rispettando le regole. Per fare un esempio, secondo i calcoli del consigliere del Partito Democratico Alessio Zanoni solo al Comune di Riva (ogni anno) verrebbero a mancare circa 91mila euro. Inoltre potrebbero configurarsi degli abusi edilizi qualora dei vani fossero stati riconvertiti senza i dovuti permessi.

 

Fra gli altri temi anche quello di una concorrenza sleale con le altre strutture ricettive. “Da anni le associazioni di categoria cercano di combattere questo fenomeno ma è molto difficile, spiega Petra Mayr la presidente dell’Asat Alto Garda e Ledro. “Ovviamente non siamo contro gli appartamenti turistici in sé ma subiamo la concorrenza sleale di chi magari affitta una garage o una stube, peraltro abbassando enormemente la qualità del servizio. C’è chi il turista non lo vede nemmeno – prosegue la presidente degli albergatori – sblocca l’appartamento con un messaggio, il problema però è anche sociale perché trovare casa per chi è del posto diventa difficile”.

 

Infatti la conseguenza più drammatica è che il mercato degli alloggi turistici “fantasma” fa lievitare i prezzi degli affitti per residenti e lavoratori stagionali. Per queste categorie trovare casa nell’Alto Garda è diventato quasi impossibile. Il primo cittadino di Arco, Alessandro Betta, era presente all’incontro organizzato dall’Apt ed è fra quelli che si sono accorti delle incongruenze. “Ho visto che Venezia farà pagare una tassa d’accesso, nella nostra zona il turismo è sicuramente una risorsa ma è altrettanto vero che c’è un’emergenza casa. Gli spazi sono pochi – aggiunge Betta – i residenti o chi viene per lavorare poi non trovano una casa e c’è chi non riesce più a pagare l’affitto perché i prezzi sono troppo alti”.

 

Il sindaco di Arco non ha mai fatto mistero di voler puntare su un turismo di qualità e in tempi non sospetti era stata ventilata l’ipotesi del numero chiuso. “I dati contenuti nella chiavetta usb dell’Apt sono complessi, certo dei controlli andranno fatti perché il turismo disordinato sta avendo dei riflessi sul mercato immobiliare. Se affitto a un turista un appartamento che si trova in un condominio non sto offrendo un gran servizio – osserva Betta – con questo meccanismo al ribasso si svaluta il territorio e lo si impoverisce. Se consegnerò la chiavetta? Posso dire che farò il mio dovere, nel rispetto del mio ruolo e della legalità”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
03 dicembre - 18:31
Il giovane ha riportato un violento trauma ed è stato necessario recuperarlo con l'elicottero per portarlo in emergenza all'ospedale di Trento
Cronaca
03 dicembre - 18:47
Il Comitato Una Chance per Chico ha fatto il punto sulle iniziative che verranno messe in campo nelle prossime settimane e nei prossimi [...]
Politica
03 dicembre - 18:59
Il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei conti Enrico Flaccadoro ha espresso diversi dubbi in audizione in Parlamento [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato