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Concerto Vasco, i 220mila di Modena “valevano” 6 milioni di euro a Trento 44: le ricadute sarebbero 7 volte maggiori, ma è davvero così?

Al concerto di Vasco Rossi del 2017 a Modena parteciparono oltre 225mila persone per un incasso dai biglietti di circa 12 milioni e un indotto da 6, secondo i dati della Provincia invece 120mila spettatori a Trento avrebbero generato un giro d’affari da 44 milioni di euro. Degasperi: “Se fosse vero basterebbe organizzare un concerto al mese per risolvere tutti i problemi del Trentino”

Foto a destra Matteo Rensi
Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2022 - 13:04

TRENTO. Sarebbe di 43,6 milioni di euro la ricaduta economica sul territorio trentino del maxi-concerto di Vasco Rossi che si è tenuto a maggio di quest’anno all’area San Vincenzo di Mattarello.

 

Il valore, ha spiegato la Provincia in una nota, è stato calcolato partendo dalla spesa effettuata dagli spettatori nei giorni dell’evento che si aggira sui 10 milioni di euro. Inoltre è stato conteggiato anche il valore della visibilità mediatica ottenuta dal Trentino e dalla città di Trento che corrisponderebbe a 1,1 milioni di euro. Qui però sarebbe interessante capire se sono state tenute in considerazione le ricadute negative legate alle polemiche sulla sicurezza e sulla vicenda Maccani. Infine nella sua analisi la società americana Nielsen ha applicato il Moltiplicatore dell’impatto economico che dice che ogni euro speso ne genera 4,05 nell’economia.

 

Ad alcuni però la cifra pare un po’ troppo generosa, una stima per eccesso per dirla in altro modo. Per farsi un’idea nel luglio 2017 a Modena Vasco Rossi fece segnare il record di biglietti staccati per un singolo concerto: ben 225.173. Nell’occasione però si parlò di un incasso di 12 milioni di euro con una ricaduta sul territorio per circa 6 milioni di euro. In Trentino, anche stando molto larghi, per le due date (data zero e il concerto vero e proprio), si stimano circa 120mila persone. Alle 22 del 20 maggio erano 105.000 gli spettatori entrati alla Trentino music arena, a cui si aggiungono alcuni ritardatari e i fan che hanno partecipato anche alla data zero.

 

 

Ora però viene da chiedersi come sia possibile questo squilibrio considerando che a Modena c’erano quasi il doppio degli spettatori che però avrebbero generato appena 6 milioni di euro di indotto. La vendita dei biglietti della Trentino music arena (che però sono finiti nelle casse delle società legate al rocker) dovrebbe aggirarsi attorno agli 8 milioni di euro. In altre parole qualcosa non torna, anche lo stesso presidente della Provincia aveva parlato di un giro di affari compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro (più cauta Confcommercio che parlava di ricadute per 6 milioni). Inoltre non sono state tenute in considerazione le spese per l’organizzazione dell’evento che secondo alcuni avrebbero superato i 6,5 milioni. In pratica l’indotto generato da Trento sarebbe circa 7 volte quello di Modena.

 

“Se queste cifre fossero precise verrebbe da dire che il Trentino ha trovato la soluzione a tutti i suoi problemi” afferma non senza ironia il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi. “A questo punto per far alzare il Pil provinciale basterebbe organizzare un concerto al mese ma ad ascoltare il Gatto e la Volpe quando Pinocchio voleva moltiplicare gli zecchini sappiamo tutti come è finita. D’altra parte – prosegue Degasperi – riesce davvero difficile immaginare come circa la metà degli spettatori abbia potuto generare un indotto così sproporzionato rispetto a quello registrato a Modena”.

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