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Torna la truffa del 'finto parente arrestato', le forze dell'ordine: ''Massima attenzione''

Due casi sono avvenuti nella giornata di ieri a Bolzano, le due anziane hanno ricevuto una chiamata sulla propria utenza fissa da una donna, che, sostenendo di trovarsi in un Ufficio di Polizia, comunicava all’interlocutrice che un loro parente aveva causato un incidente stradale in cui era morto un bambino e chiedeva loro, a titolo di cauzione, denaro per rimettere in libertà il congiunto

Pubblicato il - 22 settembre 2022 - 17:51

BOLZANO. Fare “massima attenzione” alle richieste telefoniche. E' questo l'appello che arrivata dalla Questura di Bolzano che nelle scorse ore ha registrato il ritorno della truffa del “finto parente arrestato”. 

 

Nella giornata di ieri, infatti, le forze dell'ordine hanno ricevuto due segnalazioni di tentativi di truffa subiti da altrettante signore, una 71enne e una 79enne, entrambe residenti di Bolzano.

 

Il modus operandi è sempre lo stesso. Le due anziane hanno ricevuto una chiamata sulla propria utenza fissa da una donna, che, sostenendo di trovarsi in un Ufficio di Polizia, comunicava all’interlocutrice che un loro parente aveva causato un incidente stradale in cui era morto un bambino e chiedeva loro, a titolo di cauzione, denaro o monili per rimettere in libertà il congiunto.

 

In uno dei due casi venivano addirittura chiesti 50.000 euro per evitare la carcerazione del parente. Le signore contattate, memori delle varie campagne informative intraprese a livello istituzionale  non sono cadute nella trappola, interrompendo la comunicazione ed informando subito la Polizia di Stato. Gli Agenti sono immediatamente intervenuti sul posto per accertare che nessuno fosse entrato nella loro abitazione.

 

La Questura di Bolzano, nel ribadire che nel nostro ordinamento non esiste l’istituto della cauzione e che quindi nessun arrestato può essere messo in libertà dietro consegna di denaro, invita tutti, ed in particolar modo le persone anziane, a prestare massima attenzione a questo tipo di richieste telefoniche, consigliando di avvisare sempre, come successo nella giornata di ieri, le Forze dell’Ordine attraverso il 112 Nue.

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