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Scarpe, vestiti e coperte per chi non ha nulla: “In un mese vengono oltre 150 persone, con l’inverno la situazione si aggraverà”. Al Tabita un aiuto concreto per i senza dimora

In un solo mese sono più di 150 le persone che si rivolgono al centro di raccolta Tabita per avere un aiuto concreto: “Sono quasi tutti senza dimora, sia italiani che stranieri perché qui non facciamo differenze. Cosa ci preoccupa? Con l’arrivo dell’inverno la situazione sta peggiorando”

Di Tiziano Grottolo - 06 October 2022 - 19:41

TRENTO. Sono molte le persone che ogni giorno si presentano in corso 3 novembre a Trento nella speranza di recuperare qualche indumento o un oggetto utile per sopravvivere. Al civico 120 si trova il deposito Tabita, dove si possono trovare vestiti, scarpe, zaini, sacchi a pelo e coperte, ma pure impermeabili, ombrelli, valigie, torce, vecchi cellulari, power bank, contenitori per il cibo e piccoli suppellettili. Sono questi i principali beni che vengono richiesti da chi vive per strada e presto dovrà tornare ad affrontare il rigido inverno.

 

“Nell’arco di un mese – spiega Alex, uno dei volontari – passeranno più di 150 persone, sono quasi tutti senza dimora, sia italiani che stranieri perché qui non facciamo differenze”. Le persone possono presentarsi un paio di volte al mese per ricevere gratuitamente i beni del centro raccolta. Tabita, che prende il nome da una figura del Nuovo Testamento, è stato aperto nel luglio 2021, sulla scia dell’esperienza “Sacco bello” seguita sempre da Alex, mentre a partire da maggio di quest’anno è diventato anche un luogo di distribuzione diretta.

“I cittadini hanno risposto generosamente all’appello portando anche vestiario per donna e bambino, ma c’è sempre bisogno – prosegue Alex – tutti i beni raccolti vengono condivisi anche con varie associazioni che seguono i senza dimora, ultimamente siamo anche riusciti a organizzare più di un carico umanitario con l’associazione Villazzano solidale”. Cooperativa Punto d’Incontro di Trento, delle associazioni Volontari in strada, Atas onlus, Villa Sant’Ignazio e Villazzano solidale, sono tante le realtà che ruotano attorno a questo spazio che mette al primo posto lo spirito di collaborazione.

 

“Facciamo quello che possiamo – sottolinea Alex – ma la situazione sta peggiorando, sempre più persone si rivolgono a questo servizio e con l’inverno temiamo che le cose possano aggravarsi ulteriormente. Da parte nostra cerchiamo di coordinarci con l’assessora alle Politiche sociali Chiara Maule che è sempre molto disponibile, il nostro motto è ‘ama il prossimo tuo come te stesso’ e grazie all’aiuto dei cittadini riusiamo ad andare avanti e aiutare molte persone”.

Il deposito è aperto ogni martedì e giovedì in orario continuato dalle 9 alle 17:30, sia per la raccolta sia per la distribuzione, il sabato è giorno di riposo. Nell’ambito della VIII edizione della Settimana dell’accoglienza, Tabita ha aperto le sue porte anche a giornalisti e curiosi.

 

Secondo l’Assemblea antirazzista sono circa 230 i richiedenti asilo che per la normativa italiana ed europea dovrebbero essere accolti ma che in realtà non riescono ad accedere al sistema di accoglienza: “Nella ricca Trento – affermano gli attivisti – c’è ancora chi vive sotto un ponte assieme a topi e insetti”.

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