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Parte per la scalata solitaria ma cade in una voragine: la vittima è il 25enne Stefano Bazzacco

Il 25enne Stefano Bazzacco è morto nel tentativo di scalare in solitaria lo spigolo Deye Peters. Gli amici: “Il tuo sorriso e la tua bontà rimarranno sempre con noi”. Il rifugista aveva provato a dissuaderlo dall’impresa

Di T.G. - 23 settembre 2022 - 08:49

MALBORGHETTO VALBRUNA (UDINE). “Sei stato un portatore di speranza su questa terra, ma volevi sempre scalare il cielo. Ora sei nella luce, veglia su di noi e sulla inquieta tua Bosnia”. Così gli amici ricordano il 25enne Stefano Bazzacco morto durante il tentativo di scalare in solitaria lo spigolo Deye Peters. La montagna in questione si trova in Friuli-Venezia Giulia e fa parte del gruppo del Jôf Fuart.

 

Il corpo senza vita del giovane padovano (residente a Tombolo) è stato individuato in fondo a una voragine grazie al fiuto del cane Asia che durante le ricerche si era concentrata su una buca presente nel manto nevoso.

 

Il giovane era un grande appassionato di montagna ma si era recato anche in Bosnia come volontario per alcune associazioni: “Grazie per tutto quello che hai fatto come volontario – il commento di un amico bosniaco – il tuo sorriso e la tua bontà rimarranno sempre con noi”.

 

L’allarme era scattato quando il giovane non ha fatto ritorno al Rifugio Pellarini da dove era partito con l’intenzione di scalare lo spigolo Deye Peters. Quest’ultima è una famosa e difficile via di arrampicata che risale lo sperone Nord est della Torre delle Madri dei Camosci. Conoscendo la pericolosità dell’impresa il gestore della struttura aveva tentato di dissuadere il 25enne dal suo intento.

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