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Il sindacato all'attacco del Muse: ''Fuga di lavoratori'', la replica del museo: ''Molti hanno trovato altre posti più gratificanti per loro e remunerativi''

E' stato indetto per il 18 agosto il nuovo presidio dei lavoratori. Funzione Pubblica Cgil: "Dal 2018 didattica, biglietteria e prenotazioni, al Muse, sono affidati a personale assunto da cooperative, in appalto". La risposta del Muse: "Grande fuga di decine e decine di lavoratori? Molti di loro hanno trovato posizioni più gratificanti e remunerative, tra cui il mondo della scuola"

Di Francesca Cristoforetti - 18 agosto 2022 - 13:41

TRENTO. Un altro presidio è previsto per la giornata di oggi (18 agosto) al Muse. Non è la prima volta che i lavoratori e le lavoratrici esternalizzati del museo convocano un'assemblea rivendicando i loro diritti sulla turnistica e le ferie.

 

Dall'ultima manifestazione è passato poco più di un mese, ma oggi i dipendenti decidono di tornare in occasione del Muse Fuori Orario, dalle 21 alle 23 "per parlare delle condizioni di chi dal proprio orario non può mai essere fuori, perché un orario di lavoro non lo ha e per sollecitare delle risposte che non sono ancora arrivate, neppure in occasione dell’ultima proroga dell’appalto", comunica Roberta Piersanti della Funzione Pubblica Cgil.

 

"Dal 2018 didattica, biglietteria e prenotazioni, al Muse, sono affidati a personale assunto da cooperative, in appalto". E' da allora che il sindacato denuncia "le inaccettabili condizioni lavorative di queste persone che non hanno un orario di lavoro, devono garantire la massima flessibilità e non possono organizzare la propria vita neppure a turno assegnato, perché questo viene modificato in itinere".

 

Tutte motivazioni che non giungono nuove. Negli anni, sostiene, "abbiamo assistito a un rimpallo delle responsabilità tra il museo e le cooperative, ma non è stata offerta nessuna reale soluzione ad una situazione che ha costretto alle dimissioni ben 120 professionisti, 3 solo nell’ultimo mese".

 

Non si è fatta attendere la risposta del Muse, in vista della manifestazione di oggi: "Desideriamo precisare che compito di questo museo è interpretare la natura con gli strumenti e le domande della ricerca scientifica, cogliendo le sfide della contemporaneità, per sollecitare la curiosità scientifica e condividere il piacere della conoscenza dei fatti, dei progressi dell'innovazione e contribuire alla realizzazione di un presente e un futuro sostenibili".

 

Per realizzare ciò, sostiene il museo, "abbiamo assunto come obiettivo prioritario quello di diffondere la conoscenza scientifica al più ampio numero di persone possibile e, di conseguenza, è essenziale che garantiamo facile accesso a ogni iniziativa e libera partecipazione a tutti. È così che da anni il museo si offre come spazio di dialogo, di aggregazione culturale e sociale: qui le persone trovano centinaia di proposte organizzate nei giorni feriali e anche in quelli festivi, in orari diurni e anche – saltuariamente - serali e notturni. Chi frequenta i musei, sa che il nostro non è un caso particolare: ovunque funziona così. Di conseguenza, anche chi sceglie di lavorare in un museo sa che dovrà lavorare anche nei giorni di festa e in orari serali e notturni".

 

Per i dipendenti, accusa il sindacato, "ci vuole un'incredibile capacità di adattamento di chi non ha un orario di lavoro e conosce i propri turni all'ultimo minuto". Piersanti spiegava soltanto qualche tempo fa: "Non arriva mai con le promesse 2 settimane di anticipo: spesso arriva il venerdì per i primi 3 giorni della settimana e il mercoledì per i restanti 4; nella migliore delle ipotesi arriva il mercoledì della settimana precedente, salvo modifiche".

 

Su questo punto il Muse replica: "Desideriamo specificare che quest’anno la programmazione degli eventi di tutta l’estate 2022, doverosamente concordata con le cooperative, è stata comunicata a inizio giugno, mentre quella riguardante le attività educative dell’autunno è stata fornita a fine giugno".

 

Da circa 5 anni il museo viene esplorato "con guide d'eccezione altamente specializzate, esternalizzate e senza un orario di lavoro". Per non parlare della scomparsa delle ferie, "finite in busta paga a insaputa dei dipendenti".

 

"Preme precisare che la demonizzata esternalizzazione - ribatte il museo - ha comunque permesso l’assunzione a tempo indeterminato del personale e la garanzia di diritti fondamentali quali congedi e altri aspetti contrattuali salvaguardati. I commenti che denunciano un eccessivo turnover, quasi una grande fuga di decine e decine lavoratrici e di lavoratori che hanno lasciato il museo, trascurano di dire che non tutti lo hanno fatto per motivi di conciliazione famiglia/lavoro o di condizioni lavorative insopportabili. Sappiamo che molti di loro hanno trovato altre occupazioni o collocazione in enti culturali e altre istituzioni o posizioni più gratificanti e remunerative dal punto di vista professionale o della logistica personale".

 

Un'esperienza, a detta del Muse, che "ha svolto una funzione di credito professionale qualificato, di intervallo di lavoro dopo gli studi in attesa di intraprendere una propria e diversa carriera professionale; molti poi sono entrati nel mondo della scuola. Preme informare - conclude il Muse - che grazie a un comune convincimento tra Pat e Muse, la dotazione organica del museo si è arricchita di ulteriori 30 posizioni professionali per le quali l’esperienza del personale di cui si parla è valutata con un particolare peso".

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