Tempesta Vaia, gli alberi schiantati nel bellunese diventano carburante bio in Emilia Romagna
Si cercano soluzioni per utilizzare il legname a terra. Gli abeti abbattuti in val di Fiemme sono diventati dei taglieri "solidali" per gli espositori del Cheese festival nel cuneese per l'iniziativa promossa da Pefc Italia e Slow food, Veneto e Emilia Romagna hanno trovato un'intesa per rifornire di cippato gli impianti di Russi a Ravenna e Finale Emilia a Modena
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BELLUNO. Gli oltre 40 mila ettari di alberi secolari schiantati dalla tempesta Vaia dell'ottobre scorso in Veneto sono pronti a diventare energia per case, scuole e imprese in Emilia Romagna.
Si cercano soluzioni per smaltire il legname a terra. E se quelli in val di Fiemme sono diventati, anche, dei taglieri "solidali" per gli espositori del Cheese festival nel cuneese per l'iniziativa promossa da Pefc Italia, organismo garante della certificazione di gestione sostenibile del patrimonio forestale e dei suoi prodotti e Slow food, ma anche per gli arredi della kermesse e lo spazio gioco dedicato ai bambini (Qui articolo), parte del patrimonio boschivo veneto è destinato a trasformarsi in energia per combustibile.
L'obiettivo è comunque comune, quello di contribuire al recupero e alla valorizzazione di risorse naturali che andrebbero perdute. Il piano dell'Emilia Romagna è quello di utilizzare il cippato di legno, cioè scaglie di pochi millimetri che si ottengono triturando i tronchi, come combustibile per le centrali termoelettriche a biomasse di Russi a Ravenna e Finale Emilia a Modena.
Questa iniziativa fa seguito alla collaborazione instaurata tra Veneto e Emilia Romagna, quando i veneti hanno chiesto un aiuto nelle operazioni di pulizia dei boschi per evitare problematiche sanitarie. Proseguono in modo incessante, soprattutto nel bellunese, le operazioni di ripristino, in particolare Agordino e Rocca Pietore, ma sono state ore e giorni veramente difficili in provincia di Belluno.
Un disastro che però è stato visto come un'opportunità per sistemare e prevedere opere di manutenzione di un territorio fragile. La provincia bellunese si è concentrata anche sugli eventi, come il Giro d'Italia e la corsa under 23 per promuovere uan ripartenza, mentre proseguono gli interventi di regimazione e ripristino, senza dimenticare la necessità di collocare il legname, una volta recuperato.
Il provvedimento, adottato con il via libera di Arpae, è in deroga alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale, che nel concedere il benestare alla realizzazione dei due impianti aveva imposto l'utilizzo esclusivo di materia prima certificata in arrivo da località poste entro il raggio massimo di 70 chilometri di distanza.
All'impianto di Russi sarà permesso un utilizzo triennale per un quantitativo complessivo nel triennio di circa 350 mila tonnellate. Un volume tre volte superiore rispetto alle quantità destinate all'impianto nel modenese, mentre quello di Finale Emilia non è ancora operativo, ma i test dovrebbero concludersi a fine settembre e l'avvio dei primi rifornimenti di legname dal Veneto e l'entrata in funzione sono previsti già a novembre.