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"Abbiamo le forre più belle d'Europa ma non possiamo fare torrentismo". Le guide di canyoning contro il parco delle Dolomiti bellunesi: "Via il divieto"

L'Ente nazionale guide canyoning chiede di modificare il Regolamento del parco che non permette attività quali river trekking, torrentismo, kayak e sport fluviali: "Una enorme perdita non solo per la comunità locale, ma per tutti. Riteniamo che tali percorsi siano delle eccellenze da valorizzare sia dal punto di vista naturalistico"

Foto Canyoning Borgovalbelluna
Di Francesca Cristoforetti - 27 gennaio 2023 - 16:27

BELLUNO. Si permetta il river trekking, torrentismo, kayak e sport fluviali all'interno del parco delle Dolomiti Bellunesi, per promuovere lo sviluppo di un'offerta turistica alternativa e sostenibile, a tutela del patrimonio naturalistico. E' questa la richiesta dell'Ente Nazionale Guide Canyoning (Engc) per modificare il Regolamento del parco che non permette un certo tipo di attività in uno dei luoghi che racchiude al suo interno, "tra i percorsi di torrentismo più importanti e belli d’Europa per bellezza, caratteristiche tecniche e l’unicità dell’ambiente".

 

"L’impossibilità di accedere a tali ambienti a seguito della pubblicazione delle precedenti delibere e del Regolamento del parco del 2021 rappresenta una enorme perdita non solo per la comunità locale, ma per tutti", rimarca l'Engc. Attualmente infatti nel parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi vige il divieto assoluto di praticare canyoning in qualsiasi forra.

 

La richiesta viene mossa sulla base di un'importante nota del Ministero della Transizione Ecologica che, nei confronti dei parchi nazionali, esercita la funzione di indirizzo e vigilanza sul loro operato. La direzione del Ministero invita infatti a non vietare l'attività di canyoning ma suggerisce agli enti parco Italiani di "valutare l’inserimento nel regolamento, di cui all’art. 11 della legge 394/91, o in specifici disciplinari, opportune forme di regolamentazione di tali attività sportive (river trekking, torrentismo, kayak e sport fluviali in generale)". Inoltre promuove collaborazioni tra i parchi e associazioni di categoria e i portatori di interesse che, nello svolgere attività di accompagnamento, "avrebbero anche funzioni specifiche di tutela di quegli ambienti".

 

"Alcune di queste forre - dice l'Engc - possono essere annoverate tra i percorsi di torrentismo di interesse internazionale e rappresentano un fiore all'occhiello del nostro paese dal punto di vista naturalistico. Riteniamo che tali percorsi siano delle eccellenze da valorizzare anche sotto il profilo dello sviluppo di un turismo avventura su circuiti internazionali poiché visitati edapprezzati anche da canyoneer provenienti da oltre oceano".

 

Il divieto assoluto risulta quindi essere "ingiustificato - aggiunge l'ente - rispetto all’opportunità di godere di una ricchezza naturalistica di tale importanza, la possibilità di accedere liberamente, secondo le regole dettate da uno specifico disciplinare, potrebbe garantire lo sviluppo di progetti di  'slow tourism' incentrati su modalità alternative di fruizione del territorio e, al tempo stesso, adeguate forme di tutela, monitoraggio e pulizia dell’area".

 

Tra gli scopi dell’Engc "trovano ampio spazio un percorso formativo lungo e approfondito, diversi progetti di ricerca in ambienti fluviali e torrentizi e lo sviluppo di un’offerta turistica alternativa e sostenibile". Per questo viene chiesto specificamente "aprire le forre a una fruizione orientata a un turismo esperienziale e sostenibile, e per scopi di formazione e ricerca", conclude.

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