Contenuto sponsorizzato

"Nessun impatto della centrale idroelettrica sull'ecologia dell'acqua". Lo studio di Eurac sul Rio Saldura: "Importante capire dove sia giustificabile il loro posizionamento"

Nello studio del centro di ricerca bolzanino è stata analizzata la comunità dei microinvertebrati acquatici prima e dopo la costruzione di una piccola centrale idroelettrica, trovandola invariata nel corso di 5 anni. Scotti: "Centrali di piccola taglia sono considerate una delle migliori soluzioni nelle regioni rurali per la produzione di energia a costi contenuti"

Di F.C. - 13 agosto 2022 - 20:12

BOLZANO. In 5 anni impatto zero sulle condizioni ecologiche delle acque a causa della centrale idroelettrica. E' questo il risultato dello studio di Eurac Reserach di Bolzano sul Rio Saldura, torrente di montagna monitorato e campionato regolarmente sia prima e dopo la costruzione della centrale nel 2015, nell'ambito di ricerche ecologiche portate avanti in Val di Mazia dal 2009.

 

"Per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi, deve per forza di cose aumentare anche la produzione di energia da fonte idroelettrica - spiega il biologo Alberto Scotti, autore principale dello studio - anche se le centrali di piccola taglia possono contribuire solo in parte alla produzione complessiva di energia, sono però unanimemente considerate una delle migliori soluzioni nelle regioni rurali per la produzione di energia a costi contenuti".

 

In particolare sono stati messi sotto osservazione i microrganismi invertebrati, piccole creature che forniscono una buona indicazione delle condizioni ecologiche delle acque e del loro cambiamento. I risultati delle analisi effettuate nell'arco di 5 anni non hanno evidenziato alterazioni significative nelle comunità di questi animali che potessero essere correlate alla centrale idroelettrica.


"È importante capire dove il posizionamento di queste centrali sia giustificabile - prosegue il biologo - e come queste debbano essere costruite per non causare danni all'ambiente. Finora in pratica non sono esistiti studi dettagliati a lungo termine sugli effetti delle piccole centrali elettriche".

 

Una ricerca perciò che si inserisce nel dibattito attuale sulla necessità di generare più energia da fonti rinnovabili e sull'impatto ecologico di queste piccole centrali. L'intervista a Scotti.

 

Avete usato come indicatori di "qualità" dell’ecosistema acquatico i macroinvertebrati. È una metodologia affidabile?
Sì. I macroinvertebrati acquatici sono presenti come indicatori di qualità delle acque anche nelle direttive italiane ed europee. In aggiunta a ciò, riferendosi a titolo di esempio ad una delle numerose pubblicazioni scientifiche che trattano l’argomento, uno dei massimi esperti al mondo di biomonitoraggi, Vincent Resh - professore all’Università di Berkeley (California) – ha effettuato una comparazione fra 4 diversi gruppi di organismi che possono essere usati per i biomonitoraggi: macroinvertebrati acquatici, alghe, pesci, e zooplankton. Su 13 caratteristiche ritenute fondamentali per essere un buon organismo per il biomonitoraggio, i macroinvertebrati sono indicati come i migliori organismi o i secondi miglior organismi per 9 caratteristiche su 13, un risultato ineguagliato da nessuno degli altri tre gruppi analizzati. In aggiunta a ciò, lo studio di Vincent Resh evidenzia come, nella maggior parte degli studi aventi a che fare con il biomonitoraggio, proprio i macroinvertebrati siano gli organismi più utilizzati a livello mondiale.

 

Ma come è possibile sapere se l’approccio che avete usato per analizzare i dati dei macroinvertebrati è quello più corretto?
Le metodologie con cui possono essere analizzati i dati dei macroinvertebrati utilizzati come indicatori di biomonitoraggio possono essere varie. Senza includere qui una lunga lista di lavori scientifici, cito a titolo esemplificativo uno studio ad opera di un team internazionale di diversi scienziati di primissimo livello, guidato da Nuria Bonada, professoressa all’Università di Barcellona. Il team ha cercato di capire quale metodologia/approccio fosse il più efficace per effettuare un biomonitoraggio utilizzando come indicatori proprio i macroinvertebrati acquatici. Gli approcci utilizzati nello studio sul Rio Saldura, tre, sono l’approccio multimetrico, quello multivariato, e l’analisi dei tratti biologici dei macroinvertebrati. Questi approcci sono stati scelti non solo perché presenti in numerose pubblicazioni ma, come evidenziato anche da Nuria Bonada e il suo team, a livello scientifico garantiscono maggiore affidabilità e accuratezza dei risultati.

 

Questo studio nasce esplicitamente per dare una risposta sull’impatto ecologico della centrale idroelettrica sul Rio Saldura?
No. Sul Rio Saldura Eurac Research classifica i macroinvertebrati acquatici dal 2009, in quanto l’intera Val Mazia è inserita in una rete internazionale di siti di ricerca mondiale, in cui vengono effettuate ricerche ecologiche a lungo termine. L’accesso a questa rete è un processo altamente selettivo, e prevede che le attività scientifiche vengano eseguite in maniera standardizzata, in modo da garantire la comparabilità dei risultati a livello globale: in tutta Italia esistono solamente 25 siti che fanno parte di questa rete. In Val Mazia, come anche negli altri siti della rete, una serie di parametri e organismi (fra cui appunto anche i macroinvertebrati acquatici) vengono continuamente monitorati con una risoluzione dei dati molto dettagliata per permettere di rispondere a domande scientifiche che esigono un tempo molto lungo di analisi per avere una risposta soddisfacente (ad esempio gli studi sugli effetti dei cambiamenti climatici). Poiché la centrale idrolettrica è stata costruita proprio in corrispondenza di uno dei siti già precedentemente monitorati sul Rio Saldura, si è presentata la rara opportunità di utilizzare le serie di dati già raccolti per poter osservare le conseguenze dell’implementazione della nuova centrale idroelettrica sui macroinvertebrati acquatici. Da qui l’idea, procedendo con il monitoraggio a lungo termine già in essere, della verifica sperimentale di questa domanda. I risultati sono stati pubblicati su una rivista internazionale e diffusi localmente tramite il comunicato stampa della scorsa settimana. Mentre gli impatti di queste piccole centrali idroelettriche sono molto studiati e conosciuti sui pesci, nessuno studio ha mai affrontato il tema in relazione ai macroinvertebrati, con questa risoluzione temporale e così a lungo termine.

 

State dicendo che nuove centrali idrolettriche possono essere costruite senza limiti?
No. Come evidenziato molto bene nelle pubblicazioni scientifiche e nel comunicato stampa, il nostro studio si riferisce ad un caso studio specifico, motivo per cui non è mai stata fatta (o proposta) una generalizzazione indiscriminata dei risultati. Tuttavia, da scienziati, siamo chiamati ad analizzare in maniera imparziale ed oggettiva i fatti che ci si presentano di fronte: posto che, per i motivi descritti sopra, la nostra metodologia di lavoro sia corretta, i risultati dello studio, anche contro le nostre aspettative iniziali, indicano che sul Rio Saldura è stato possibile produrre energia idroelettrica mantenendo inalterata la fauna dei macroinvertebrati: le variazioni annuali riscontrate dipendono dagli effetti dello scioglimento di ghiaccio e neve.

Contenuto sponsorizzato
Edizione del 5 ottobre 2022
Telegiornale
05 ott 2022 - ore 21:56
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 ottobre - 19:41
In un solo mese sono più di 150 le persone che si rivolgono al centro di raccolta Tabita per avere un aiuto concreto: “Sono quasi tutti senza [...]
Cronaca
06 ottobre - 19:47
Lo sversamento sarebbe stato causato dal danneggiamento di una vecchia cisterna. Sono in corso le operazioni di bonifica da parte dei vigili del [...]
Politica
06 ottobre - 18:00
Dai costi della materie prime aumentati del 35% alle aree inquinate di Trento nord, Sinistra Italiana lancia l’allerta [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato