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Nel bosco “assediato” da strade e campagne la prima nursery della nottola gigante: fra gli alberi oltre 200 chirotteri

Vista l’importanza della scoperta ora gli studiosi chiedono di proteggere l’area. L’esperto del Museo Friulano di Storia Naturale che aggiunge: “L’obiettivo è quello di impedire che i tronchi utilizzati come nursery finiscano nel caminetto di qualcuno”

Femmina gravida di nottola gigante (Nyctalus lasiopterus, Passons, Udine, 30apr2019), uno dei pipistrelli europei più rari e più legati alle cavità dei grandi alberi. Foto M. Luca-L. Lapini.
Di Tiziano Grottolo - 01 August 2022 - 18:48

CERVIGNANO DEL FRIULI. Chiuso tra la strada statale 14, la strada regionale 352 e il fiume Àusa, nel territorio del comune di Cervignano del Friuli, c’è il piccolo bosco di Pradiziolo. Nonostante l’area verde sia assediata dalle strade e dall’avanzare dei campi coltivati è diventata il rifugio e la nursery della nottola gigante e della nottola comune, due specie di pipistrello.

 

A imbattersi nei chirotteri è stata la fotografa naturalista Anne Maenurm. La scoperta è particolarmente importante per quanto riguarda la nottola gigante perché secondo i ricercatori che si sono affrettati a pubblicare uno studio ( Matteo De Luca, Marco Luca, Stefano Zanini, Sandra Bellomo e Luca Lapini) si tratta dell’unico sito riproduttivo individuato in Italia.

 

Come sottolineano gli esperti l’assembramento riproduttivo è misto, cioè condiviso con molti esemplari di nottola comune, come si evince dalle misurazioni di alcuni animali e dallo studio bio-acustico. I conteggi degli animali effettuati prima dei parti indicano la presenza di più di duecento esemplari, ma non è stato ancora possibile studiare la proporzione fra le due specie.

 

Vista l’importanza della scoperta ora gli studiosi chiedono di proteggere l’area. “È urgente tutelare il piccolo bosco scelto dalle nottole, anche per questo si è scelto di pubblicare rapidamente informazioni geo-referenziate sulle conoscenze finora disponibili”, spiega Luca Lapini, esperto del Museo Friulano di Storia Naturale che aggiunge: “L’obiettivo è quello di impedire che i tronchi utilizzati come nursery finiscano nel caminetto di qualcuno”.

 

Nel 2019 un esemplare di nottola gigante era finito nelle reti del Casét, l’importante stazione di inanellamento e monitoraggio in Valle di Ledro. Questa specie è diffusa su un’area molto vasta, ma comunque sempre poco comune, che va dalla penisola Iberica alla regione del Caucaso. In Italia vi sono pochi avvistamenti ma si pensa che possa abitare tutta la penisola.

 

Questo pipistrello è segnalato tra quelli in pericolo critico (CR) per quanto riguarda la lista rossa italiana, si tratta però di pipistrelli ancora poco conosciuti e di cui si hanno solo notizie sporadiche. Tra le principali cause che mettono in pericolo questo piccolo mammifero ci sono l'areale frammentato e la perdita dei rifugi preferiti a causa della deforestazione. 

 

 

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