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Lo spettacolo delle stelle cadenti (FOTO): ecco perché 'tornano' ogni anno a San Lorenzo (e quando sono i migliori periodi dell'anno per ammirarle)

Il 'ritorno' delle stelle cadenti tra il 10 e il 15 agosto, spiega a il Dolomiti il responsabile dell'Area astronomia del Muse Christian Lavarian, è un fenomeno conosciuto nella sua periodicità, ma il migliore periodo dell'anno per osservare le meteore (è questo il nome scientifico delle stelle cadenti) è in realtà in dicembre: ecco quando

Foto di Christian Lavarian
Di Filippo Schwachtje - 11 agosto 2022 - 19:33

TRENTO. “Quest'anno siamo un po' sfortunati, un po' per il meteo e un po' perché la luna sarà piena in questi giorni, riducendo quindi la visibilità nel cielo notturno, ma si tratta di uno sciame che si potrà osservare per diversi giorni e, con un po' di pazienza, osservando il cielo di sicuro si riuscirà a vedere una meteora”. Sono queste le parole del responsabile dell'Area astronomia del Muse Christian Lavarian mentre, come ogni anno, lo spettacolo delle stelle cadenti è 'tornato' con la notte di San Lorenzo nei cieli. Ma come mai tra il 10 ed il 15 di agosto sono così tante le meteore (il nome scientifico delle stelle cadenti) che solcano i cieli? E quali sono i migliori periodi dell'anno per osservarle?

Innanzitutto bisogna specificare che le stelle cadenti che osserviamo in questi giorni sono tecnicamente uno sciame meteorico, un fenomeno che si verifica “quando il nostro pianeta incontra nella sua orbita intorno al sole una nube di particelle – spiega Lavarian – di 'sassolini' quindi, lasciati nel sistema solare dal passaggio delle comete, la cui caratteristica 'coda' è formata proprio da questi frammenti. Le comete, nel loro viaggio intorno al Sole, lasciano una nube di questo tipo e quando il nostro pianeta l'attraversa ecco che vediamo nel cielo il passaggio delle meteore”.

Indicativamente tra il 10 e il 15 di agosto, spiega l'esperto, la Terra incontro la nube lasciata dalla cometa Swift Tuttle, il cui passaggio (poco luminoso) è stato osservato dal nostro pianeta nel 1993 e che tornerà ad essere visibile fra 150 anni. “Ogni anno attraversiamo i frammenti lasciati da questa cometa – dice Lavarian – frammenti che, scontrandosi con l'atmosfera terrestre, bruciano a causa del fortissimo attrito, diventando luminosi e caldi e polverizzandosi tra i 50 e i 100 chilometri al di sopra delle nostre teste”.

Come detto però, la Terra nella sua orbita incontra diversi altri sciami meteorici, alcuni dei quali anche più visibili di quello della cometa Swift Tuttle. “Tra il 13 ed il 14 dicembre, a Santa Lucia – continua Lavarian – si può osservare lo sciame delle Geminidi, il più visibile nel corso dell'anno. È molto meno conosciuto perché con le temperature di dicembre ovviamente sono poche le persone disposte a passare ore al buio e all'aperto ad osservare il cielo. Anche a metà novembre, tra il 17 ed il 18, la Terra incontra uno sciame, quello delle Leonidi, anche in questo caso pappariscente di quello attuale”.

In ogni caso, per chiunque volesse godersi lo spettacolo, il consiglio è di andare in montagna, dove la situazione è migliore sul fronte dell'inquinamento luminoso: “L'osservatorio del Muse, la Terrazza delle stelle alle Viote sul Bondone – conclude Lavarian – sarà attivo questa sera (11 agosto) dalle 21 alle 23 per l'osservazione delle stelle. Sabato ci sarà poi una passeggiata astronomica, su prenotazione, mentre domenica gli appassionati potranno osservare, grazie a particolari telescopi con filtri, il sole il pomeriggio e lo sciame meteorico la sera”. Il calendario di appuntamenti per gli amanti delle stelle è fitto e consultabile sul sito del Muse.

 

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