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In Trentino mancano all'appello fino a 300 millimetri di pioggia, Poletti: “A Rovereto precipitazioni inferiori del 50%”. Ecco dove il deficit è maggiore

Poletti: “Più si 'scende', avvicinandosi alla pianura, più aumenta il deficit. Nei primi sette mesi dell'anno per esempio, le precipitazioni sono state inferiori del 20-30% (rispetto alla media registrata nel periodo 1981-2010) in val di Sole, val di Non, val di Fassa ed in generale nel Nord del Trentino. Nell'area centrale della Provincia il dato sale poi al 30-40%, con un deficit del 34,4% registrato a Trento Laste, aumentando ulteriormente quando si arriva nel Trentino meridionale”

Dosso di San Rocco a Trento, foto di Giacomo Bertoldi. Grafico di Giacomo Poletti
Di Filippo Schwachtje - 02 agosto 2022 - 06:01

TRENTO. “La particolarità di questa fase è che guardando all'ultimo anno solo in 3 mesi, novembre 2021, maggio 2022 e luglio 2022, le precipitazioni si sono avvicinate (dal basso) alle medie degli ultimi 30 anni: tutti gli altri mesi sono stati ben al di sotto dei livelli medi. In Trentino oggi il deficit pluviometrico va dal 20-30% nella aree settentrionali fino al 50% registrato in Vallagarina”. In termini di numeri insomma, spiega a il Dolomiti l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti, il periodo di siccità che sta interessando da mesi il territorio provinciale (e buona parte del Paese) sta facendo mancare all'appello (considerando il periodo dal 1 gennaio alla fine di luglio 2022) oltre 170 millimetri di pioggia a Trento e ben 265 millimetri a Rovereto. E i boschi stanno già iniziando a mostrare le conseguenze della mancanza di pioggia.

 

Innanzitutto, specifica Poletti: “Più si 'scende', avvicinandosi alla pianura, più aumenta il deficit. Nei primi sette mesi dell'anno per esempio, le precipitazioni sono state inferiori del 20-30% (rispetto alla media registrata nel periodo 1981-2010) in val di Sole, val di Non, val di Fassa ed in generale nel Nord del Trentino. Nell'area centrale della Provincia il dato sale poi al 30-40%, con un deficit del 34,4% registrato a Trento Laste, aumentando ulteriormente quando si arriva nel Trentino meridionale”. Come detto infatti, a Rovereto le precipitazioni sono state inferiori del 49,4% rispetto ai valori medi, facendo della Città della quercia una delle località più 'secche' (oltre che più calde) della Provincia. Le piogge cadute nella notte tra l'1 ed il 2 agosto hanno aiutato a ridurre il deficit, che è sceso con l'inizio di agosto appena sotto il 30% nel Trentino centrale (a Trento sono caduti 52 millimetri di pioggia e a Pergine 46), mentre nel resto del territorio le precipitazioni sono state più contenute, tra i 10 ed i 25 millimetri.  

 

“A Rovereto – dice Poletti – nei primi 7 mesi dell'anno sarebbero dovuti cadere in tutto 535 millimetri di pioggia mentre oggi siamo a 270, a Lavarone invece, dove il deficit raggiunge la massima magnitudo, il totale delle precipitazioni dovrebbe aggirarsi sui 713 millimetri di pioggia, mentre ad oggi ne sono caduti solo 416”. A Trento Laste le precipitazioni cumulate dovrebbero sfiorare a fine luglio quota 499 millimetri ma il totale oggi è inferiore di circa 170 millimetri, arrivando a 327. “I dati delle varie località – dice Poletti – confermano il progressivo aumento del deficit scendendo verso sud: a Cavalese le precipitazioni sono state inferiori del 23%, a Malè del 27,1%, a Borgo Valsugana del 31%, a Cles del 33,3%, a Trento del 34,4%, a Lavarone del 41,6%, a Tione del 42,1% e a Rovereto del 49,4%. Il periodo preso in considerazione parte poi da gennaio, ma bisogna considerare che anche dicembre 2021 è stato arido”.

 

Il deficit comunque, dice Poletti, non è incolmabile: “Con un autunno molto piovoso è possibile recuperare. Con la fine dell'estate sono possibili grandi piogge, in grado di scaricare anche 70 millimetri in una giornata: diversi eventi del genere permetterebbero di colmare il gap”. Più difficile invece che violenti temporali estivi, come quelli che si sono verificati negli scorsi giorni in Trentino (Qui Articolo) possano risolvere la situazione: “Un grosso temporale può far cadere al suolo anche 90-100 millimetri di pioggia, come è successo pochi giorni fa a Grigno, ma si tratta sempre di fenomeni circoscritti, che non si verificano su ampie zone del territorio. Oltretutto concentrazioni così importanti di pioggia in poche ore tendono in maggior misura a scorrere in superficie e a non penetrare nel terreno e nelle falde, andando quindi 'perse', è un fenomeno ben noto”.

 

Non è certo però, ovviamente, che ad un'estate molto secca segua necessariamente un autunno piovoso: “In meteorologia non vale la teoria delle compensazioni – precisa Poletti – è possibile che anche tra ottobre e novembre non piova abbastanza e quindi il deficit pluviometrico non venga recuperato. Fino ad oggi comunque non è stato osservato un vero e proprio trend per quanto riguarda la piovosità come è successo invece per le temperature, in costante ascesa”. Nel frattempo però i danni causati dalla mancanza d'acqua si stanno già facendo vedere nei boschi trentini: “Il carpino nero per esempio – conclude Poletti – si sta seccando, i boschi sopra Rovereto e sopra Trento, ma anche sul Lagorai, mostrano già ingiallimenti. Spesso le piante 'seccano' dei rami come meccanismo di difesa ma non perdono la loro vitalità: in alcuni casi oggi parliamo invece di piante morte a causa della mancanza d'acqua”.

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