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Dal 2023 la Lipu sarà “sfrattata” dal Centro di recupero per animali, la lettera a Zanotelli: “Azzerati decenni di esperienze sul campo”

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Pan Eppaa e Wwf, hanno sottoscritto una lettera aperta all’assessora Zanotelli e al dirigente Raffaele De Col: “I cittadini devono sapere che il soccorso e la cura della fauna selvatica ferita non pare occupare i pensieri delle istituzioni che se ne dovrebbero fare carico”

Di Tiziano Grottolo - 01 agosto 2022 - 13:04

TRENTO. Dopo due mesi dalla prima richiesta le associazioni ambientaliste riprovano a contattare tramite una lettera aperta l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, e il dirigente generale del dipartimento protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col. Le associazioni chiedono un incontro dopo aver appreso che dal gennaio 2023 il Cras di Trento, attualmente gestito dalla Lipu tramite convenzione con Servizio Foreste e Fauna per le attività di soccorso e recupero dell’avifauna e di alcune specie di piccoli mammiferi, passerà nella gestione della Provincia di Trento.

 

Le associazioni infatti sono molto perplesse su una decisione che “azzera decenni di esperienze sul campo”. Di fatto quelle che erano delle procedure ben rodate verranno rimpiazzate da quelle provinciali che però non sono ancora state definite. Insomma, un salto nel vuoto.

 

“La perdita delle conoscenze ed esperienze acquisite in oltre 20 anni, che hanno visto un incremento sempre più importante di animali soccorsi positivamente, e quindi recuperati e ricollocati in natura, sono un patrimonio che potrebbe venire a mancare agli animali destinatari delle attività a loro salvaguardia, con ricadute negative anche sulle stesse attività di missione delle nostre sigle”, scrivono Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Pan Eppaa e Wwf.

 

Le associazioni inoltre chiedono di capire cosa rappresenterà la “razionalizzazione” vagheggiata dagli ambienti provinciali. In particolare per quanto riguarda i grandi mammiferi: “Vogliamo sapere quando e dove troverà collocazione un centro dedicato al loro recupero e re-immissione in natura, posto che il Centro di recupero fauna alpina del Casteller gestito dall’Associazione cacciatori risulta chiuso e inattivo da anni”.

 

Per questo tramite una lettera aperta gli ambientalisti chiedono un incontro chiarificatore, anche se le speranze di essere accolti sembrano essere poche. “I cittadini devono sapere che il soccorso e la cura della fauna selvatica ferita non pare occupare i pensieri delle istituzioni che se ne dovrebbero fare carico”.

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