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Caccia al Gallo forcello, al via l'abbattimento di 409 capi. Ma perché? La Lipu: ''Uccisi solo in nome delle tradizioni e per appagare i cacciatori, spesso per impagliargli''

Merz delegato Lipu in Trentino invita le associazioni animaliste a riorganizzarsi perché quanto sta per accadere preoccupa e non poco. Il Gallo forcello, di fatto, non rappresenta una minaccia per niente e per nessuno e resta un uccello molto raro. ''In Passato visto la delicatezza della specie, era il Comitato faunistico ad approvare i piani di prelievo. Ora l'istituto e la relativa commissione di esperti è stato soppresso dall’assessora Zanotelli e la fauna selvatica è di fatto gestita dai cacciatori e dal Servizio faunistico''

Di Luca Pianesi - 02 ottobre 2022 - 17:05

TRENTO. ''Con il primo ottobre è iniziata la caccia al Fagiano di monte (Lyrurus tetrix) o Gallo forcello, quest'anno grazie ad una stagione riproduttiva discreta con un indice riproduttivo buono (noi non abbiamo modo di controllarlo) possono essere abbattuti fino a 409 maschi''. Sergio Merz, delegato della Lipu in Trentino lancia l'allarme su quanto è stato deciso per la vita e, soprattutto, per la morte di questo splendido uccello sempre più raro nei nostri boschi, dall'amministrazione provinciale. Un'assurdità visto che il fagiano, di fatto non rappresenta una minaccia da nessun punto di vista.

 

''Disturba quando canta in primavera? - si chiede Merz -. Mangia bacche dei cespugli? Impaurisce i turisti? No signori, questi splendidi animali vengono uccisi solamente in nome delle tradizioni e per appagare esclusivamente il desiderio dei cacciatori, spesso per impagliarli. Sono uccelli che fanno parte dell’ambiente alpino che appaga chi ha la fortuna di osservarli vivi, non fanno alcun danno all'ambiente o alle coltivazioni, non sono pericolosi per le persone e per la sicurezza, pertanto non ci sono scusanti per continuare in questa assurda caccia''.

 

Infatti se i piani di contenimento possono avere un senso per evitare il proliferare di certi animali (si pensi ai cervi e gli altri ungulati con i danni all'agricoltura e gli incidenti stradali, anche se Merz non dimentica di ricordare a tutti che i cinghiali ''sono stati introdotti illegalmente dai cacciatori'' proprio per divertirsi con la caccia e ora sono sempre di più in tutto il Paese) il ''contenimento'' del Fagiano di monte si spiega solo con il gusto di ucciderli dei cacciatori.  

 

''In Passato visto la delicatezza della specie, era il Comitato faunistico ad approvare i piani di prelievo, dopo essere passati al vaglio, area per area, da una commissione, interna composta da due esperti ambientalisti, due esperti dei cacciatori, un esperto esterno più i tecnici del Servizio Foreste. Ora - prosegue Merz - grazie alla soppressione del Comitato faunistico e relativa commissione da parte dell’assessora Zanotelli, nulla si sa di come stanno esattamente le cose. La fauna selvatica grazie alla situazione politica attuale è gestita dai cacciatori e dal Servizio faunistico, che subentra nella gestione sostituendo il Servizio Foreste e Fauna, tutti gli altri esclusi''.

 

E anche se l'indice di riproduzione è buono non si spiega perché questi uccelli dovrebbero essere uccisi, per non si sa bene quale ragione anche perché ''purtroppo - aggiunge il responsabile della Lipu - il capitale rispetto al passato è ancora in sofferenza e se andiamo a vedere, abbiamo perso numerosi territori in cui la specie era presente e ora non c’è più e che avrà ulteriori problemi in futuro per i cambiamenti climatici e per il continuo uso e abuso del territorio montano. I capi assegnati sono 409, poi vanno considerati quelli feriti e anche alcuni non denunciati alla fine sono molti di più i soggetti ammazzati''.

 

''Nemmeno nei parchi naturali provinciali trentini possono stare tranquilli - conclude Merz - sia nel parco Adamello Brenta che nel parco di Paneveggio Pale di San Martino i galli forcelli vengono cacciati, per assurdo anche nelle cosiddette aree protette, non si capisce  chi e cosa proteggono. Credo che dovremo riorganizzare le file ambientaliste in previsione di favorire una politica futura più attenta all’ambiente, ultima spiaggia per salvare quel che resta del patrimonio faunistico e del territorio trentino''.

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