Via libera all'abbattimento di due lupi in Alto Adige, respinto il ricorso delle associazioni animaliste
L'anno scorso il Tar aveva fermato l'abbattimento di due esemplari perché in quel caso le predazioni erano avvenute in assenza di sistemi di difesa dei pascoli. Questa volta, come confermato dall'Ispra, alcune misure di protezioni erano attive eppure si sono verificate comunque le predazioni

BOLZANO. Abbattimento dei due lupi dell'Alta Val Venosta avanti tutta. Come anticipato da il Dolomiti qualche giorno fa questa volta la Provincia di Bolzano si è mossa correttamente, come spiegava il responsabile fauna selvatica dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Piero Genovesi, e ieri il Tar lo ha confermato rigettando il ricorso delle associazioni animaliste.
Il 30 luglio il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato l'autorizzazione al prelievo di due lupi in Alta Val Venosta. “Nel periodo compreso tra maggio e luglio 2025 – spiegano le autorità provinciali – in alta Val Venosta si sono verificati 31 attacchi a animali al pascolo, confermati e documentati dall'autorità forestale come attacchi di lupi. Nella stessa zona, nella precedente stagione alpestre erano già stati registrati 42 attacchi. Le malghe interessate sono state dichiarate zone di protezione dei pascoli. I proprietari hanno comunque adottato misure di protezione del bestiame, che però non sono riuscite a impedire gli eventi dannosi”.
“Sia l'Osservatorio faunistico provinciale – continuano le autorità – che l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) hanno espresso parere favorevole al prelievo di due lupi ai sensi della legge provinciale 10/2023. L'autorizzazione al prelievo ha una validità di 60 giorni. Il Corpo forestale provinciale è incaricato del prelievo dei due lupi”. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha quindi firmato l'autorizzazione al prelievo.
Il giorno dopo le associazioni animaliste, come già accaduto, annunciavano il ricorso al Tar contro la decisione presa dal Governatore. A differenza di quanto accaduto in passato, però, questo ricorso delle associazioni è stato bocciato. A muoversi, come già in passato, sono stati l’Ente Nazionale Protezione Animali e Leidaa, insieme a Leal e Oipa, che avevano predisposto un’istanza cautelare ante causam al Tar di Bolzano, per chiedere la sospensione dell’autorizzazione all’abbattimento.
Il TAR, nel corso dell’estate 2024 le cose erano andate diversamente: il Tar aveva salvato i due lupi che la Provincia autonoma di Bolzano aveva ordinato di abbattere, in quanto responsabili di predazioni in alpeggi della zona della alta Val Venosta. I giudici amministrativi avevano accolto l'istanza cautelare proposta da diverse associazioni per la difesa degli animali e dell'ambiente, rilevando che "si tratta di animali appartenenti a una specie particolarmente protetta, per la quale la normativa sovranazionale e nazionale consente l'abbattimento solo in ipotesi circoscritte e ben individuate".











