Avvistato il "mostro del Garda", un enorme pesce siluro lungo 3 metri: "Una specie che sta travolgendo l'ecosistema del lago, ce ne sono sempre di più"
Le parole cariche di preoccupazione sono di Marco Brognoli, 54enne appassionato di pesca subacquea ormai abituato a ritrovarsi "faccia a faccia" con pesci siluro di 2-3 metri di lunghezza: "Siamo di fronte ad un problema epocale, io in questo lago ci sono cresciuto e vedere quello che sta succedendo mi spezza il cuore"

SIRMIONE. Un lago sotto assedio: per una volta non si tratta dei turisti che affollano le sue rive, ma di una minaccia che sta creando sempre più danni e preoccupazioni sotto la superficie delle sue acque.
Il complesso ecosistema del lago di Garda sta infatti facendo i conti con l'invasione dei pesci siluro, enormi predatori che stanno letteralmente travolgendo i delicati equilibri del lago. A raccontare a il Dolomiti gli effetti di questa pericolosa "esplosione" è Marco Brognoli, 54enne infermiere di sala operatoria e appassionato di pesca subacquea. Uno che le acque del Garda "le conosce come le sue tasche", per sua stessa ammissione. "Io in questo lago ci sono cresciuto, ci pesco dal 1986, e vedere cosa sta succedendo mi spezza il cuore".

L'ultimo caso, se vogliamo il più emblematico, è avvenuto sabato scorso, quando dallo scanner di una barca e dal successivo contatto visivo in immersione ci si è trovati di fronte ad un vero e proprio esemplare "monstre" di circa 3 metri di lunghezza. "Ma ormai di esemplari enormi, e intendo di almeno due metri di lunghezza, se ne trovano continuamente - spiega Brognoli -, specialmente in questo periodo: fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Il primo siluro nel Garda io l'ho visto circa 5 anni fa, sembrava un fatto eccezionale. Negli ultimi 3 anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di numeri e avvistamenti: ora li troviamo ovunque, specialmente tra Sirmione e Lazise dove l’acqua è limpida in primavera e i fondali bassi con temperature più alte favoriscono la riproduzione di altre specie”.
I siluri, infatti, approfittano di questo periodo per nutrirsi di una gran varietà di uova di persico e di altri pesci in riproduzione tra gli erbai: “Un disastro per l'ecosistema, siamo di fronte a un problema che presto potrebbe assumere dimensioni devastanti: le condizioni del lago di Garda, con temperature dell’acqua favorevoli anche d’inverno e abbondanza di prede come sardine e coregoni, creano un terreno fertile per i siluri. A differenza, mi viene da pensare come esempio, del Lago d’Iseo, più freddo e profondo, il Garda offre un habitat ideale. E così anche in inverno i siluri che vediamo sono grassi e ben nutriti”, sottolinea Brognoli.
Insomma, i pesci siluro crescono di numero e di dimensioni: “Nel giro di 200 metri, io e altri due compagni abbiamo fiocinato 14 siluri in una sola uscita. Pensare di poterli contenere con la pesca subacquea è utopia.”
Contenerli è fondamentale, perché l’impatto dei siluri va oltre la semplice "competizione" con i pesci autoctoni (che pure sono calati tantissimo negli ultimi anni). “Quando i siluri diventano così grandi sono capaci di mangiare di tutto: anatre, cormorani, persino piccoli animali come i cagnolini dei turisti potrebbero essere a rischio se questi pesci continuano a crescere. Ho visto laghi come quelli di Mantova dove i siluri hanno devastato tutto e in cui non solo la pesca è quasi sparita, ma i turisti girano alla larga perché non si può più mettere piede in acqua. Il Garda rischia di fare la stessa fine".
Per evitarlo, occorre un cambio di passo a partire dalle istituzioni: "Le Regioni e le Province, esattamente come avviene per la selezione dei cinghiali, dovrebbero prevedere dei punti di raccolta e smaltimento che ora sono a totale carico e spese di coloro che volontariamente li catturano, cosa che al momento non è considerata. Un'ulteriore soluzione potrebbe essere quella, per gli enti preposti, di organizzare nei periodi favorevoli ossia da metà aprile ai primi di giugno delle giornate di selezione per il contenimento degli alloctoni con il supporto di noi pescatori in apnea; e poi bisognerebbe prevedere dei fondi di rimborso per chi si dedica al contenimento, almeno per ripagare i danni all'attrezzatura. Il siluro enorme di sabato ci è costato 3 aste da 60 euro ciascuna".












